Giovedì 24 Luglio 2014 , Ore 16:38
 
 
Economia Italiana, Titoli di Stato   23 marzo 2014

BTP Italia nuova emissione, sei anni per cercare qualche decimo in piu’

BTP Italia nuova emissione, sei anni per cercare qualche decimo in piu’Dal 15 Aprile aperte le sottoscrizioni per una nuova emissione di BTP Italia, maggior novità la durata, si passa da quattro a sei anni, un modo per mascherare il calo dei rendimenti
Valute   15 marzo 2014

Valute, Euro troppo forte preoccupa BCE a quando un’azione correttiva ?

Valute, Euro troppo forte preoccupa BCE a quando un’azione correttiva ?Euro troppo forte per poter dar via libera alla crescita economica, BCE troppe dichiarazioni ma nessuna azione per riportarlo ad un valore concorrenziale, mentre gli investitori attendono con ansia una fase di debolezza
obbligazioni   8 marzo 2014

Obbligazione Banca Popolare di Vicenza Step Up 2021, lungo ? Forse Si forse No

Obbligazione Banca Popolare di Vicenza Step Up 2021, lungo ? Forse Si forse NoSu Eurotlx dal 21 Feb 2014 è contrattabile un 'emissione obbligazionaria emessa dall'istituto vicentino, piano cedolare non superbo ma in grado per ora di rivalutare il capitale investito.
obbligazioni   6 marzo 2014

Obbligazioni Thyssenkrupp 3.125% OT19 Call Euro, un corporate da 1000 euro

Obbligazioni Thyssenkrupp 3.125% OT19 Call Euro, un corporate da 1000 euroDal 03 marzo è disponibile un'obbligazione corporate tasso fisso che quota poco sopra la pari, una rarità per questo periodo, eppure non considerarla a priori non sembra corretto.
Economia Europa   2 marzo 2014

Tra Ucraina, Draghi e altro, speranza e timori di un ritorno della volatilità

Tra Ucraina, Draghi e altro, speranza e timori di un ritorno della volatilitàMarzo, mese cruciale per i destini dei mercati finanziari, venti di guerra, preoccupazione per una ripresa che non arriva, anche nel 2014 le idi di Marzo sembrano avvicinarsi.
Economia Europa   23 febbraio 2014

Hypo Adria Bank, attenzione al possibile Haircut sulle obbligazioni

Hypo Adria Bank, attenzione al possibile Haircut sulle obbligazioniHypo Adria Bank, istituto austriaco presente anche in Italia, avviso ai naviganti, occhio ad una possibile ristrutturazione del debito allargata agli investitori privati.
obbligazioni   22 febbraio 2014

Obbligazioni, 5 alternative a 5 stelle senza osare troppo.

Obbligazioni, 5 alternative a 5 stelle senza osare troppo.Cinque proposte per investitori con profilo di rischio basso, grossi gruppi, grossi numeri, rendimenti non eccelsi.
fondi, obbligazioni   15 febbraio 2014

Mini Bond e Fondi, abbassare il rischio cercando un rendimento extra

Mini Bond e Fondi, abbassare il rischio cercando un rendimento extraUn comparto nato a causa della stretta del credito, ora con la nascita di fondi dedicati, i Mini Bond potrebbero dare quel punto percentuale in più senza rischiare oltre il limite.
obbligazioni   9 febbraio 2014

Obbligazioni MPS lotto minimo euro 1.000, oltre il rischio poco ma non il vuoto

Obbligazioni MPS lotto minimo euro 1.000, oltre il rischio poco ma non il vuotoObbligazioni tasso fisso dell'istituto senese, da Martedì su Eurotlx, taglio minimo interessante, rendimenti presumibilmente un poco meno, da valutare il rapporto con il rischio emittente.
  • Verdemoneta è il blog di
    Abramo Bodini
    Sono una persona semplice, che per passione si interessa da molti anni di economia e di finanza. Tratto spesso di obbligazioni, per ricercare occasioni di acquisto.
    Nell'esprimere le mie opinioni non faccio sconti, e non guardo in faccia nessuno., tantomeno quelli che decidono le sorti di questo paese, le sorti dell'economia, le sorti di una azienda, e dunque la sorte di molte persone.
    Benvenuti sul mio blog. :-)
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    Ferrario Rossano Buongiorno, le giro una nota del presidente di Federmanager di Vicenza, che aiuta a capire come sono andate effettivamente le cose (INPDAI fu costretto a confluire nell'INPS per salvare quest'ultimo.... e non il contrario come dice lei...). Dirigenti, non siamo ladri Prendo spunto da una lettera apparsa sul Giornale di Vicenza di domenica 28 aprile a firma di due sindacalisti della Cgil che prendono un grosso granchio: confondono dirigenti industria con dirigenti commercio ed elencano una serie di affermazioni sul’INPDAI che poco hanno a che vedere con i dirigenti di “Manageritalia” che hanno da sempre versato contributi previdenziali all’INPS. Mi fa piacere però cogliere questa occasione per spiegare una volta per tutte che i dirigenti industriali exINPDAI non hanno rubato a nessuno, e tanto meno all’INPS, le loro pensioni. Nella mia vita professionale ho imparato che bisogna raccogliere i dati e parlare con i fatti, perciò invito i due autorevoli sindacalisti della Cgil a informarsi bene sull’argomento INPDAI, “Manageritalia” e Federmanager per evitare di diffondere confusione. In questo periodo di crisi dovremmo essere coesi e fare squadra. La Cgil farebbe bene a sé stessa e a tutti i lavoratori che rappresenta se dimostrasse un maggiore senso di responsabilità nelle trattative con il Governo, anziché avere sempre una posizione negativa e poco propositiva. Ritornando sull'argomento INPDAI ricordo già che qualche anno fa l'allora Presidente dell'INPS Sassi e del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Lo Tito avevano precisato una volta per tutte come certe accuse fossero del tutto infondate e diffamatorie. L'ente pensionistico dei dirigenti industriali italiani (INPDAI) fu, di fatto, costretto a confluire nell’INPS. Quando nel 2003 ciò avvenne, l’NPDAI vantava, nei confronti dell’INPS, un credito di oltre 1.800 milioni di euro; apportò oltre tutto un patrimonio immobiliare valutato in oltre 3.350 milioni di euro. Tali importi sarebbero stati da soli più che sufficienti a coprire il disavanzo INPDAI per oltre un decennio. INPDAI, all'epoca, si trovava in crescente disavanzo, perché un terzo dei contributi versati dai dirigenti industriali veniva dirottato all'INPS, che se ne appropriava senza erogare alcun servizio alla dirigenza (erano intatti definiti “Oneri impropri”): si trattava di quasi 1.000 miliardi annui di lire. Inoltre, dagli anni '90, 1a Legge 68/1999 aveva deciso che i nuovi dirigenti dei settori industriali emergenti (informatico, logistico e simili: oltre il 20% del totale) avrebbero dovuto versare i contributi all’INPS, mentre i già pensionati sarebbero rimasti in carico all'INPDAI. Ancora: dal 1996 la dirigenza fu obbligata a versare all’INPS un "contributo di solidarietà" per 800 miliardi di lire; ed allo stesso modo, nel perìodo 1991-1993 la categorìa fa chiamata ad un prestito (non a caso detto “forzoso”) che solo di interessi ci costò quasi 200 miliardi di lire. Intorno al 2000 (Ministro di allora era Cesare Salvi) anche INPDAI fu costretta a vendere una parte del proprio patrimonio immobiliare agli inquilini magistrati, politici, sindacalisti, e a qualche dirigente a prezzi vicini al 60% del valore di mercato. Gli immobili infatti, prima della loro vendita, erano affittati a politici, sindacalisti, magistrati e altra crema del Paese, come ad esempio l'onorevole D'Alema che pagava un canone mensile inferiore a lire 200.000 per un appartamento con valore di mercato di oltre un milione (striscia la notizia). Piccolo dettaglio: gli immobili, quasi tutti di. pregio e svenduti per legge, avevano dei portinai che, sempre per legge, rimasero a carico di INPDAI (meditate gente, meditate). Le pensioni INPDAI - a differenza del dirigenti e dipendenti statali, del commercio e simili - hanno sempre avuto un “tetto” insuperabile; non erano certo quelle della dirigenza industriale le pensioni “d'oro” dell'epoca: semmai, i1 contrario. Infine, come è noto, i dirigenti industriali non hanno, per legge e per contratto, la garanzia del posto di lavoro; spesso senza lavoro intorno ai 50 anni (ormai “vecchi" per le aziende), per accedere alla pensione di anzianità non resta loro che pagarsi, attingendo ai propri risparmi i contributi volontari o fare il riscatto di 1aurea per il raggiungimento del minimo di anzianità. Crediamo che tutto questo spieghi assai bene come - evidentemente INPDAI desse “fastidio” e se ne fosse in qualche modo decretata, in alto loco, la sua “eutanasia”. Detto questo, l'enorme disavanzo (destinato a crescere) dell'ex fondo INPDAI, come di tutti gli altri ex fondi “spedali”, e come hanno chiarito gli esperti che abbiamo ricordato all'inizio, deriva dal fatto che dal 2003, con la soppressione anche dell'INPDAI, tutti i “nuovi” lavoratori che vengono nominati dirigenti, versano i contributi nel calderone INPS; mentre tutti i dirigenti che già versavano all’INPDAI ed erano vicini alla pensione, e soprattutto i dirigenti già pensionati, sono rimasti nel fondo ex-Inpdai. Ne consegue che in questo fondo, non più alimentato dai versamenti “nuovi”, ci saranno sempre meno versanti e sempre più pensionati: il disavanzo è matematico, ed aumenterà ogni anno. Ma nessuno “conta” i dirigenti nuovi, che versano i contributi all'INPS. Tanto che proprio i revisori di quest'ente hanno censurato, come non corretto, questo modo di redigere i bilanci di settore. In conclusione: se avessimo potuto gestirci i nostri contributi senza interferenze esterne potremmo essere tuttora, ed abbondantemente, autosufficienti . Se non lo siamo non è certamente imputabile alla categoria. Concludendo, se è vero che le pensioni del dirigenti industria sono più alte rispetto a quelle di altri lavoratori, è vero anche che le responsabilità sono maggiori, che essi non hanno la tutela del posto di lavoro e comunque sulle retribuzioni che hanno poi prodotto quelle pensioni sono stati versati regolarmente e si continua a versare i contributi previdenziali (anche per Istituti per i quali i dirigenti non possono godere: come la mobilità e la cassa integrazione) e pagate le tasse fino all'ultimo centesimo. Mi auguro che i due sindacalisti leggano bene lo scritto affinchè possano essere in futuro meno approssimativi soprattutto quando parlano di argomenti tipo "Le pensioni del Dirigenti : altro che solidarietà". Maurizio Pini Presidente Federmanager Vicenza Giornale di Vicenza - 5 maggio 2009 © 2010 Maurizio Pini - Vietata la riproduzione dei materiali presenti sul sito
    umby Che DIO stramaledica i Banchieri i Bancari i Legislatori e tutti coloro che partecipano ed hanno partecipato a renderci schiavi delle Banche. Stramaledica anche tutti i politici che non hanno mosso un dito contro le banche per lenire il supplizio dei povereacci in mano a tutti gli Istituti bancari (Strozzini legalizzati). Che Dio li stramaledica e li colpisca negli affetti.
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