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Obbligazioni, fondi e performance a sorpresa ( ma è la realtà dei risparmiatori ? )

Un articolo edito da Morningstar presenta le stupefacenti performance ottenute dai fondi obbligazionari nel 2014 e ne disquisisce, ottima analisi e commenti, ma quanto sono applicabili alla realtà di un risparmiatore ?

 

Conto-correnteRiporto qui di seguito un editoriale di Morningstar, inerente le performance da inizio anno ottenute dai fondi che operano nel comparto obbligazionario.

 

L’articolo offre vari spunti di riflessione e se presi con le “dovute precauzioni” anche interessanti punti di vista da cui si può estrapolare una condotta di investimento per i prossimi mesi.

 

L’importante è capire come e se performance ottenute da grandi investitori, possono essere paragonabili a quelle che può ottenere il piccolo risparmiatore.

 

Ma vediamo cosa è stato pubblicato da Morningstar in data 28 agosto 2014 :

 

Le obbligazioni sono la sorpresa del 2014, almeno fino ad ora.
In particolare, lo sono stati i titoli governativi europei, la cui domanda è rimasta elevata tra preoccupazioni di carattere congiunturale e geopolitico.
Nella prima parte dell’anno, il Bund, considerato il riferimento per il reddito fisso del Vecchio continente, ha sovraperformato i titoli di stato degli altri paesi sviluppati a fronte di un calo dei rendimenti (yield) e di conseguenza a un aumento dei prezzi.
Intanto i differenziali (spread) tra la periferia (Italia, Spagna, Grecia, ecc.) e il centro (Germania) si sono ridotti.
Nel complesso, l’indice JP Morgan European government bond ha guadagnato il 6,37% (al 30 giugno) contro il 3,25% dell’omologo statunitense.

 

Come si legge in una nota di Schroders Investments, i timori di deflazione nell’area euro sono il fattore più importante per spiegare la sovraperformance del Bund.

 

Considerato l’alto livello di indebitamento, l’Eurozona non può permettersi una situazione di questo tipo, ragion per cui la Banca centrale è pronta a varare nuove misure di stimolo se il quadro dovesse ulteriormente peggiorare.

 

Yield ancora in calo

Gli investitori in fondi governativi area euro hanno beneficiato di questo trend, guadagnando in media l’8% (al 27 agosto), contro una performance che per l’intero 2013 era stata dell’1,43%.

 

Ancora meglio ha fatto la categoria degli obbligazionari euro lungo termine, con un guadagno medio del 18,1% (-0,8% nel 2013).

 

Negli ultimi giorni, si è registrato un ulteriore declino dei rendimenti dei titoli di Stato (e di conseguenza un rialzo dei prezzi).

 

Dopo le parole di Mario Draghi, presidente della Bce, alla conferenza dei banchieri centrali a Jackson Hole, il Bund decennale tedesco è sceso sotto l’1% e lo spread dei titoli periferici, compreso il BTp italiano, si è ridotto.

 

Per i prossimi mesi, gli analisti si attendono politiche più espansive da parte dell’istituto di Francoforte, con una conseguente discesa dei rendimenti.

 

Bond emergenti in rimonta
Sorpresa nella sorpresa, i mercati obbligazionari emergenti hanno registrato un rialzo del 9,7% (indice JP Morgan Embi+ al 30 giugno), lasciandosi alle spalle la terribile estate del 2013, quando l’annuncio della fine della politica monetaria ultra-espansiva da parte della Federal Reserve aveva provocato un’ondata di vendite.

 

Neppure il default “tecnico” dell’Argentina a fine luglio sembra aver spaventato gli investitori.

 

Come spiega Francisco Torralba, economista di Morningstar Investment management, crisi isolate sono possibili, ma il rischio sistemico è più basso rispetto al 2007 e i politici sono più vigili e pronti a reagire.

 

Alcune case di investimento hanno inserito questa asset class tra le preferite per i prossimi mesi.

 

Il rendimento del debito emergente in valuta forte (dollaro) oscilla intorno al 5%”, si legge in una nota di Pictet asset management, “un livello interessante rispetto a quello delle obbligazioni governative globali (circa 2%) e del debito Usa investment grade (3%)”.

 

Nel primo semestre, gli investitori in fondi obbligazionari emergenti hanno guadagnato in media l’12% (al 27 agosto), contro una perdita media superiore al 9,5% nel 2013. Chi ha scelto i comparti in valuta locale ha avuto rendimenti leggermente più bassi, ma comunque superiori all’9% (al 27 agosto).

 

Su questo tipo di debito, gli analisti mostrano maggior cautela a causa dei timori per la volatilità dei cambi.

 

Occhio alla Fed

In prospettiva, il principale interrogativo sui mercati obbligazionari nei prossimi mesi riguarda la reazione alla normalizzazione della politica monetaria americana.

 

Per Anthony Doyle, investment director di M&G Investments, non è detto che i rendimenti possano muoversi in una sola direzione, ossia verso l’alto.

 

Data la fragilità della ripresa globale e l’alto livello di indebitamento dell’economia americana”, spiega, “è improbabile che i tassi di interesse tornino ai livelli pre-crisi, il che limita il potenziale di ribasso per gli asset a reddito fisso”.

 

Inoltre, Doyle ritiene che ci siano importanti forze deflazionistiche strutturali, che contribuiscono a mantenere bassa l’inflazione.

 

Infine è convinto che rimarrà alta la domanda di titoli governativi da parte dei fondi pensione e delle banche centrali, cui si abbina l’eccesso di risparmio a livello globale.

 

Una delle note importanti, di cui tenere conto, crediamo sia riportata proprio nella parte finale dell’ articolo dove si dice “Infine è convinto che rimarrà alta la domanda di titoli governativi da parte dei fondi pensione e delle banche centrali, cui si abbina l’eccesso di risparmio a livello globale”.

 

Tale affermazione sembra infatti legata al fattore che negli ultimi anni ha “drogato” e portato i mercati obbligazionari a perdere ogni logica di mercato, ovvero la quantità abnorme di denaro in circolazione e da investire.

 

Sino a quando questo fattore resterà inalterato, e a tal proposito il QE BCE che partirà a Settembre, aprirà un nuovo focolaio speculativo con ulteriore rialzo dei prezzi del comparto obbligazionario, con conseguente peggioramento della situazione per il piccolo investitore.

 

Denaro sul mercato si traduce in prezzi in ascesa e rendimenti in calo, qualcuno potrebbe pensare che questo possa tradursi in ulteriori guadagni in conto capitale per i portafogli già costituiti, probabilmente non si sbaglierebbe.

 

Anche perché come riportato nell’articolo neppure il default di uno stato, anche se “solamente di natura tecnica” è riuscito a smuovere il trend dei mercati.

 

Attenzione comunque a non restare con il cerino in mano, in quanto come detto in un’altra intervista, c’è chi comincia a mettere le mani avanti, dicendo correttamente, come le parole di Draghi su eventuali manovre non convenzionali da parte della BCE siano state travisate.

 

Come dargli torto, se si pensa che mr BCE ripete la stessa frase da anni e finora non ha mai utilizzato altro che l’arma di stampare danaro trascinando una crisi “passeggera” nel fenomeno più economicamente devastante degli utli secoli ?

 

I dati forniti da Morningstar sui rendimenti dei fondi obbligazionari nel 2014, sono solo apparentemente stupefacenti, in quanto a differenza di un piccolo investitore i fondi hanno accesso a mercati a noi negati, a emissioni a noi negate, alla possibilità di acquistare titoli a lungo termine senza problemi di smobilizzo.

 

Le componenti sopra citate ed altre ancora, non devono però trarre in inganno l’investitore portandolo nelle braccia dei gestori, fondi si ma con moderazione, ovvero con un piccolo spazio nel proprio portafogli.

 

Questo in quanto una volta che il vento cambierà, probabilmente nel medio se non nel lungo periodo, la strategia di mercato utilizzata dai fondi porterà a chi non sarà celere nello smobilizzare gli investimenti a forte perdite in conto capitale.

Ricordiamo infatti come, solo nell’ultimo anno, i fondi siano tornati a recuperare sottoscrizioni dopo un lungo periodo caratterizzato da riscatti a valanga, riscatti dovuti chiaramente alla mancanza di risultati in termini di rendimento.

 

Per cui occhio alla “penna”, non fidarsi mai di numeri strabilianti e tenere sempre i piedi per terra, le potenzialità di far fruttare il denaro o di perderlo da parte di chi amministra risorse non sue e in enormi quantità sono ben diverse da quelle di un singolo investitore, per questo noi preferiamo leggere e riflettere e non replicare le filosofie dei sistemi di altri.

 

Per questo basta affidarsi ad un ETF, ma attenzione si tratta sempre di un replicante, una macchina e non un cervello, con tutte le conseguenze positive e/o negative del caso.

 

Poi ognuno………..

 

 
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Autore: Verdemoneta Chi é:

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9 Commenti

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  • # 1
    A tal proposito indicherei un etf ISHARES EMERGING MARKETS LOCAL GOVERNMENT BOND UCITS ETF-VCIC ETF DISTR, isin IE00B5M4WH52, che credo che possa avere ancora dei margini di crescita, cosa ne pensate? Grazie...
  • # 2
    Ottimo articolo, come sempre :-)
  • # 3
    Si va sempre poi considerato che i fondi o gli etf o meglio i loro gestori sono sempre tutti i giorni "dentro e sul mercato" , mentre il piccolo di solito quando acquista obbligazioni od altri strumenti di solito lo fa quando riesce ad "accumulare un gruzzolo" sufficiente ad acquistare un taglio "minimo" di obbligazioni e magari lo fa' in un momento o con una tempistica non appropriata e questo gli si rivolta contro in termini di performance.
  • # 4
    C'è un'altro aspetto che vorrei approfondire! e di cui vorrei un Vs. parere. Draghi e/o la Bce come anche la Fed hanno "drogato il mercato" con tassi bassi , QE ed altre diavolerie similari. Questo si dice per "scongiurare una crisi tipo '29" . La mia domanda comunque è : forse la crisi tipo '29 l'hanno scongiurata ma nel breve , perchè se poi il gioco è solo acquistare tempo , prima o poi i nodi verranno al pettine . Anche se l'economia dovesse ripartire , ci sarebbe poi da rastrellare tutto il denaro che è stato "stampato" per attutire il colpo della crisi . Questo lo si fà con un rialzo dei tassi di solito e quindi facendo calare i prezzi delle obbligazioni emesse o dei titoli in genere che dipendono dal tasso di attualizzazione . Quindi il ritorno alla normalità sul mercato la vedo lunga !!!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mad: :mad:
  • # 5
    Originariamente inviato da Bob
    C'è un'altro aspetto che vorrei approfondire! e di cui vorrei un Vs. parere. Draghi e/o la Bce come anche la Fed hanno "drogato il mercato" con tassi bassi , QE ed altre diavolerie similari. Questo si dice per "scongiurare una crisi tipo '29" . La mia domanda comunque è : forse la crisi tipo '29 l'hanno scongiurata ma nel breve , perchè se poi il gioco è solo acquistare tempo , prima o poi i nodi verranno al pettine . Anche se l'economia dovesse ripartire , ci sarebbe poi da rastrellare tutto il denaro che è stato "stampato" per attutire il colpo della crisi . Questo lo si fà con un rialzo dei tassi di solito e quindi facendo calare i prezzi delle obbligazioni emesse o dei titoli in genere che dipendono dal tasso di attualizzazione . Quindi il ritorno alla normalità sul mercato la vedo lunga !!!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mad: :mad:
    Bob buona domenica, anche io sono dello stesso avviso, ci vorrà molto molto molto tempo per tornare alla normalità sempre se ci si torni, visto che ad oggi non è stato risolto nessuno dei macroproblemi che ha scatenato il putiferio a cui abbiamo e stiamo assistendo e pagando. C'è poi da aggiungere come le banche centrali siano troppo accondiscendenti verso il sistema bancario e tardino, o proprio non operino, in direzione di un ritorno alla normalità, loro dicono che è per il bene di tutti, io avrei preferito vedere qualche fallimento in più, visto che solo con la paura qualcuno si sarebbe convinto a far cadere le teste.
  • # 6
    i fondi sono da evitare meglio gli etf. la maggioranza dei fondi sottoferformano l'indice di riferimento. ho in portafoglio l'etf dbxtracker fed fund
  • # 7
    ho un BEI 2036 al 4.85% in dollari acquistato a 1.334 €$.......... dovrei venderlo???? grazie......
  • # 8
    Buonasera Abramo, avrei bisogno di un consiglio disinteressato se può darmelo.... Ho in portafoglio due obbligazioni: 1) Peugeot 5,625% scadenza 2017, isin FR0011233451, l'emittente ha proposto il riacquisto a 110. 2) Cir 5.75% 16dc24, isin XS0207766170, l'emittente ha proposto il riacquisto a 108. La mia domanda è... accettare la proposta di riacquisto delle emittenti o conservare le obbligazioni in essere. Cordialmente.
  • # 9
    Originariamente inviato da massimiliano
    Buonasera Abramo, avrei bisogno di un consiglio disinteressato se può darmelo.... Ho in portafoglio due obbligazioni: 1) Peugeot 5,625% scadenza 2017, isin FR0011233451, l'emittente ha proposto il riacquisto a 110. 2) Cir 5.75% 16dc24, isin XS0207766170, l'emittente ha proposto il riacquisto a 108. La mia domanda è... accettare la proposta di riacquisto delle emittenti o conservare le obbligazioni in essere. Cordialmente.
    Mi scuso per il ritardo, comunque le Peugeot le ho tenute.........:-)
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