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Mutui, prestiti personali – 2 milioni di Italiani non riescono a pagare

2011, anno di crisi economica, anno in cui, l' errata educazione al finanziamento personale immotivato, ha cominciato a mietere vittime, migliaia di domande di consolidamento del debito rifiutate, quanti eviteranno la morsa degli strozzini ?

L’ anno appena passato sarà ricordato da molti italiani come l’ anno  in cui si sono accorti che non sempre l’ ottimismo paga.

Fare debiti quando l’ economia tira, non vuol sempre dire essere al sicuro in caso di congiuntura negativa.

Fare debiti con l’ economia in stagnazione e si avvia alla recessione, è un sintomo di impoverimento e di estrema necessità a patto che uno non sia incosciente.

Il numero di italiani che nel 2011 hanno cercato di accedere a nuovi prestiti per poter pagare quelli già in essere è impressionante, si tratta infatti di ben 2 milioni di persone.

Quanti di loro fanno parte dei primi, cioè di chi in tempi di vacche grasse, non ha saputo resistere all’ acquisto della macchina un po’ più potente, del televisore con lo schermo più ampio, del telefonino o del Personal Computer di ultima generazione, del viaggio verso spiagge e acque incontaminate non si sa.

Come non è dato di sapere, quanti dei 2 milioni, sono persone che pagano la crisi economica pur avendo fatto i conti parecchie volte prima di accedere ad un mutuo o ad un finanziamento per aprire un attività o per far studiare i propri figli.

Di sicuro, rimane il numero impressionante di 2 milioni di persone che a questo punto non sanno come fare per rimborsare i debiti che hanno.

Il problema del debito personale, è un fenomeno che già da anni esiste nel nostro paese, ma che ancora una volta gli stessi istituti bancari, piuttosto che denunciarlo hanno pensato bene di tenerlo nascosto questo per motivazioni non proprio etiche.

Per prima cosa le banche lucrano alla grande sia sui tassi di concessione dei prestiti personali e non, che dir si voglia, ancora di più lucrano se il debitore finisce in rosso, scatenando così un vortice che porta a travolgere chi ha contratto un debito, e si vede ogni giorno moltiplicare il capitale dovuto in interessi debitori.

Un meccanismo, che assomiglia parecchio, al nodo scorsoio applicato dai tanto vituperati strozzini o usurai, definiteli pure come più vi aggrada.

Il debito individuale è una vera manna per le banche, non per nulla, prendendo spunto da problematiche quali l’ evasione fiscale, sono riuscite a far varare normative che impediscono ai cittadini di pagare in contanti.


L’ assurdità più recente è quella di non pagare più le pensioni in contante, come se ad evadere il fisco pagando in nero, attraverso il versamento di danaro contante fossero pensionati da 800 o 1.000 euro al mese.

Se qualcuno riesce a spiegare come può una persona munita di solo un microgrammo di materia grigia accettare una spiegazione del genere, è un fenomeno.

Diciamo invece, tranquillamente, che i responsabili dell’ e qui oltre agli istituti privati ci mettiamo anche quelli pubblici, ministeri compresi.

Piuttosto di cercare di educare ad un uso corretto dei meccanismi quali le carte di credito o gli acquisti virtuali, ma soprattutto l’ indebitamento personale, suddividendo il bene di prima necessità dal superfluo, hanno operato in direzione opposta cercando di portare il consumatore all’ acquisto sempre e comunque.

Prendete come riferimento il balletto sui mutui casa, con un Euribor in costante salita ancora nel 2008, le banche spingevano i clienti al tasso variabile, risultato una marea di cittadini che non riusciva più a sostenere la rata.

Tanto che le stesse banche, dopo aver a lungo resistito alla pressione delle associazioni dei consumatori e del governo stesso, hanno concesso, diciamo che sono stati obbligati, a rivedere i contratti e dulcis in fundo a prorogare il pagamento delle rate.

Nessuno poteva prevedere un effetto del genere ? diciamo che lo sapevamo tutti, come tutti sappiamo che non è detto che accedere ad un  mutuo a tasso variabile oggi sia la scelta più opportuna, visto che parliamo di uno strumento, che può arrivare ad avere durata anche trentennale.

Cosa succederà quando i tassi riprenderanno a salire ? Semplice quello che è successo nell’ immediato passato, una marea di gente si ritroverà a protestare perché è stata mal consigliata, e si ripeterà il teatrino, visto sopra.

Il problema è, quanti perderanno la casa, prima che lo stato intervenga ancora ? Provate a chiedere a chi l’ ha già persa.

Ma torniamo a parlare dei prestiti sui prestiti, perché forse è meglio che chi ha contratto un debito cominci a pensarci, in quanto solo 170.000 domande di consolidamento dei prestiti, sul totale delle presentate sono state accettate.

Le banche ancora una volta, non si sono dimostrate quali società di beneficenza, anzi hanno dimostrato quanto un cliente valga fino a che paga, poi fatti suoi.

Questo in quanto gli istituti finanziari, così solleciti nell’ appioppare un mutuo o un finanziamento personale, al momento di una richiesta per un consolidamento del debito richiedono che si dimostri dei trascorsi da “buon pagatore”, ma soprattutto garanzie per poter accedere ad un rifinanziamento.


Come  possa uno che non riesce a pagare un debito, dimostrare che sia un buon pagatore, non chiedetemi di dimostrarlo, uno rimane un buon pagatore fino a che ha risorse poi…….

Comunque, l’ importo medio delle richieste va oltre 16.000 euro e i tempi di rimborso superano i sei anni .

Le differenze tra Regioni sono significative, le richieste di consolidamento debiti è più alto nel Centro e nel Nord Italia, guarda caso zone che hanno una maggiore “familiarità” con il credito al consumo ( vedi educazione finanziaria citata poco sopra, con utilizzo di carte di credito ecc ecc ), che, di conseguenza, si trovano più spesso nella condizione di voler consolidare i debiti in corso.

Le cifre più elevate, e questo è un altro punto a favore della nostra tesi sull’ errata e fraudolenta, educazione al prestito, effettuata dagli istituti finanziari, sono richieste nelle regioni del Centro-Sud.

Perché un punto a favore della nostra tesi ? Perché cifre elevate dovrebbero sotto intendere investimenti a largo respiro come l’ acquisto immobiliare, non quello di un televisore o di un telefonino.

Purtroppo, il fenomeno del consolidamento del debito da parte del singolo cittadino, viene a galla sempre e comunque nei momenti di crisi, prima di noi la bolla era scoppiata negli Stati  Uniti, guarda caso la patria del consumo al dettaglio pagato con carte di credito.

Ma lì è tutto molto più semplice, basta dichiararsi falliti, farsi ritirare la carta di credito, assicurarsi prima di non aver intestato nulla, e in automatico i debitori non potranno esigere più nulla.

Semplice e veloce come piace agli americani, peccato che dal 2008 mezzo mondo sta pagando le loro stro…..bippp…. e che grazie a loro il contagio del debito privato stia ormai dilagando anche da noi.

Per ulteriori approfondimenti :

Abi e associazioni chiedono sospensioni mutui per famiglie in difficoltà fino al 31/7

Abi: tasso mutui in rialzo a dicembre al 3,83%

Aumentano mutui per acquisto casa, calano mutui per consolidamento debiti

Poi ognuno………..

 
 
Autore: Verdemoneta Chi é:

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