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Ungheria Default – Paese nel Baratro, rischio banche Europee c’è anche Unicredit

Crisi Ungheria ad un passo dal punto di non ritorno, il mercato ha compreso il vero rischio, forse l' Europa questa volta non può perdonare i politici, ma ancora una volta a rischiare di più sono le banche tedesche, chi butterà dalla torre Frau Merkel, L' Europa o le sue Banche ?

8 gennaio 2012 , ore 0:16 - 4 Commenti

Come avevamo anticipato nei precedenti post, la crisi economica ungherese, associata alla gestione politica dissennata, sta precipitando.

L’ allarme ufficiale in Europa e sui mercati mondiali, è scattato in questi giorni dopo che, Il fiorino è crollato, ad oggi servono oltre 320 fiorini per un euro.

Mentre i tassi per rifinanziare il debito sovrano ungherese, hanno superato con continuità il muro del 10 per cento, se ciò non bastasse, su questo fronte si deve registrare il flop dell’ ultima asta di titoli di stato ungheresi, che a fronte di un offerta per 45 miliardi sono stati sottoscritti solo per 35 miliardi, con tassi annuali al 9,96% contro il 7,91% del 22 dicembre scorso.

Con tassi simili l’ Ungheria non può più permettersi di ripagare il suo debito pubblico che è giunto all’ 82,6 per cento del PIL; la cui crescita dopo il + 1,6 per cento dello scorso anno, sembra avviato verso la stagnazione, mentre alcuni operatori cominciano a parlare di recessione Ungheria.

Secondo una fonte di stampa tedesca, alcuni investitori internazionali, stanno cominciando ad elaborare scenari inerenti il Default Ungheria con scadenza a un mese, con reali e gravi conseguenze per le banche di mezza Europa, in primis austriache, tedesche e la nostra Unicredit.

La reazione dei mercati, iniziata già da tempo ha portato, dopo il risultato dell’ asta dei titoli di stato il credit default swap Ungheria a toccare quota 745.

Dopo le pesantissime dichiarazioni, anti UE, rilasciate nelle scorse settimane dal leader ungherese Viktor Orbàn. Ora lo stesso sentendosi con le spalle al muro, sembra voler richiedere chiede un’intesa-lampo con il Fondo monetario internazionale (Fmi) e l’Unione europea.

Questo in quanto se l’ Ungheria non riceverà tra 15 e 20 miliardi di dollari,in breve tempo rischia realmente di andare in default.

Ora la parola passa a Fmi e Ue, che avevano sospeso le trattative per il rilascio del prestito a fronte dell’ approvazione di leggi inserite nella nuova Costituzione magiara.

L’ Unione europea, si è detta disposta a riprendere i colloqui solo dopo aver valutato il contenuto delle nuove normative in ambito di libertà di stampa e di religione, diritti delle donne, indipendenza della giustizia, competenze della Corte costituzionale, oltre alla legge elettorale e a quella che minaccia l’ indipendenza della Banca centrale ungherese.

Solo dopo detta valutazione e approvazione, che per la UE sarebbe come riconoscere che in Ungheria vige ancora la Democrazia e non si è instaurato un regime dittatoriale, vi sarebbe la possibilità di riaprire la trattativa per il prestito necessario alle casse ungheresi.

L’ Ungheria, è membro dell’Unione europea dal 2004, dopo l’ insediamento del governo attuale, con le sue svolte in tema giuridico e di politica economica, molti osservatori fanno notare come lo stato magiaro si ritrovi a non avere più i requisiti necessari a soddisfare e rispettare i Trattati europei,, i suoi principi e la Carta dell’Unione europea stessa.

Questo, spiega in parte la presa di posizione dell’ Unione Europea, che non può esimersi in questo momento particolare, di contrastare con estrema fermezza l’ ennesimo “colpo di testa” di uno dei suoi stati membri.

Sarebbe infatti inaccettabile, per i mercati, vedere ancora una volta gli interessi di un paese sopravanzare le direttive comunitarie e la politica di rigore, impostata dalla Germania per poter attenuare, una crisi del debito sovrano, che si sta ripresentando in questo inizio d’ anno più forte che mai.

Ricordiamo che lo spread Btp – Bund tedesco decennale ha chiuso la giornata di contrattazioni di Venerdì 06 Gen 2011 a 527 punti, con i tassi che hanno di nuovo superato al soglia del 7%, tetto che dovrebbe dividere la sostenibilità del debito pubblico dall’ ipotesi di un’ impossibilità a rifinanziarlo.

In queste ultime ore, si sta però affacciando un altro parametro che potrebbe scompigliare le carte in tavola, come già successo per la crisi del debito sovrano greco, tra le banche più esposte ad un eventuale Default del debito ungherese, sembra vi siano quelle austriache ma soprattutto alcune tedesche.

Discorso a parte meriterebbe la nostra Unicredit, banca ad alto profilo internazionale che fino ad un paio di anni fà, considerava proprio l’ espansione verso l’ est europeo una delle armi migliori per diversificare il proprio business e diventare un gruppo finanziario Europeo.

Ora L’ aumento capitale Unicredit, l’ ennesimo di questi ultimi anni, sta mettendo a dura prova i nervi dei suoi azionisti, a causa dello sconto praticato a chi sottoscriverà le nuove azioni, sconto che ha mandato nel panico le borse portando il titolo a perdere quasi il 40% del suo valore in quattro giorni.

Ritrovarsi ora sopraesposta verso un probabile default di paese, con conseguente svalutazione dei titoli in portafoglio, non farebbe che portare altro vento su acque già di per sé agitatissime.

Per cui, è presumibile pensare che in Unicredit, come in altre stanze dei bottoni, si comincia a sperare in un ripetersi, della condotta “morbida” e “attendista”, utilizzata dalla Germania nei confronti dell’ aggravarsi della crisi Greca.

Questa volta però, la Sig.ra Merkel, si troverebbe a dover spiegare, ai propri alleati la politica di “Lacrime e Sangue” imposta ai vari paesi europei, in nome di un europeismo più serio e soprattutto basato sul “rispetto delle regole”.

Ai mercati l’ ennesimo errore, che potrebbe mettere realmente in pericolo, la sopravvivenza della moneta unica e dell’ unione europea in generale e comunque porterebbe una nuova ondata di crisi di fiducia da parte degli investitori e degli istituti bancari stessi.

Non per nulla la BCE sta denunciando da tempo, come le banche stiano parcheggiando la liquidità presso di lei, senza riversarla sul mercato in forma di credito alle imprese, con la stessa modalità utilizzata subito dopo il Default Lehman & Brother.

Sembra quindi giunto il momento della verità anche per Frau Merkel, che deve sciogliere il dubbio se :

Intende, come già successo in passato, appoggiare per l’ ennesima volta la dissennata politica delle banche tedesche e correre in loro aiuto.

Lasciare i propri interessi nazionali ed elettorali da parte, dimostrando, tramite l’ intransigenza e il rispetto delle regole da imporre all’ Ungheria, che l’ Europa ha davvero un Leader e che questo Leader è in grado di guidarla verso l’ uscita dalla crisi del debito sovrano, riportando fiducia alle piazza finanziarie.

Cosa gioverebbe di più in questo momento ad Unicredit ? É tutto da valutare, ma forse l’ interesse comune anche in questo caso prevale su quello personale.

Per ulteriori informazioni :

Ungheria: dalla crisi al default, rischi enormi

Spread Btp Bund vola a 520 pb: pesa crisi Ungheria

Crisi Ungheria – UE, una dura risposta per far ritrovare fiducia ai mercati

Default Ungheria rischio reale, stop prestito FMI se governo viola trattati UE

Crisi Ungheria 2011: negoziati Fondo Monetario Internazionale in alto mare

Downgrade Ungheria: rating a Ba1

 
 
avatar Verdemoneta

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4 Commenti

  • # wpmp_switches
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    Hai dati su altre “big” esposte oltre Unicredit in UE (euro zone)?

    Articolo esauriente come sempre.Ciao

  • # wpmp_switchet
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    Direi che purtroppo le banche italiane sono maggiormente esposte in Ungheria rispetto alle tedesche purtroppo….

    http://www.investireoggi.it/forum/2664855-post145.htmlthumb_1325980610pdfnews.jpg

  • # wpmp_switcheu
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    se l’Ungheria sta per fare default, come mai il bond in $ 2041 che giovedi’ scambiava a 77 (e che il sottoscritto sperava crollasse a 70 per poterselo comprare) venerdi’ scambiava ad 81 ? e come mai l’euro da 324 fiorini ha ripiegato a 315 ?
    io continuo a fare il tifo per nuovi cali , ma ho paura che il treno sia gia’ partito… posso solo sperare che il governo ungherese faccia un altro dei suoi giri di valzer e si rimangi le sue ultime dichiarazioni di voler “concludere velocemente, senza preclusioni” con il FMI :(

  • # wpmp_switchev
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    Szeretlek Magyarorszag!
    Speriamo ceh Bruxelles non farà con Ungheria come ha fatto Moskova in 1956, poi se si esce dall’UE meglio è.

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