Venerdì 25 Luglio 2014 , Ore 20:32
 
 

Titoli di stato, VENEZUELA 9.25% 15.09.2027 USD, il dopo Chavez per ora fatica

TItoli di stato Venezuela, isin US922646AS37, una duration lunga (2027) ma ben remunerata (9,25%) in USD, con quotazioni di qualche punto sotto la pari

PetrolioParliamo di Venezuela, dopo la scomparsa del suo leader incontrastato Ugo Chavez, erano in molti a scommettere su un aumento delle pressioni internazionali per far si che qualcosa cambiasse.

.

A pochi giorni dall’ esito delle elezioni per il successore di Chavez questo dubbio non è ancora del tutto scemato.

.

Riportiamo uno stralcio di una nota dell’ Ansa dove si legge come gli sconfitti stiano tentando di mettere in dubbio l’esito delle elezioni, che ha visto prevalere di misura Maduro il Delfino di Chavez.

.

Nicolas Maduro e’ stato proclamato presidente eletto del Venezuela, malgrado le contestazioni sui risultati elettorali ufficiali, e a Caracas si sono sentiti i primi ‘cacerolazos’ (proteste con pentole), promossi dal leader dell’opposizione antichavista Henrique Capriles. Alcune decine di dimostranti si sono già scontrati con la polizia, che li ha attaccati con i lacrimogeni. Il fronte chavista di Maduro intanto accusa Capriles di tramare un ”golpe”.

.

In questo clima caotico a farne le spese, come ben sappiamo noi italiani, è il debito pubblico, la riprova arriva dall’unica emissione obbligazionaria Venezuela presente attualmente sull’eurotlx, che sta subendo un ridimensionamento delle quotazioni.

.

Ricordiamo come a livello economico, il Venezuela, pur non essendo uno stato “modello” è riuscito sotto la gestione Chavez, ad aumentare la ricchezza media della popolazione elevandone anche lo status sociale.

.

Questo, è stato possibile grazie agli accordi commerciali che legano il Venezuela con la Russia ma soprattutto con la Cina, ai quali va la maggior parte delle estrazioni petrolifere e di materie prime minerali dello stato sud americano.

.

Con questi “soldi” presupposti a livello economico , il Venezuela anche se non compare tra i maggiori paesi emergenti, può godere di una certa credibilità sui mercati, fermo restando le penalizzazioni di rating infertegli per le sue scelte politiche, per la scelta di partner commerciali, ma soprattutto per l’aperta ostilità verso gli Stati Uniti d’America e gli stati occidentali in genere.

.

Il titolo di stato a cui si accennava poco prima, nonostante abbia una duration molto lunga scade infatti nel Settembre del 2027, offre buoni spunti per risvegliare oltre alla curiosità anche l’interesse dell’investitore.

.

In primis, come detto sopra il Venezuela ha giacimenti petroliferi e minerari di notevole interesse, con partner commerciali quali Russia ma soprattutto Cina, che assorbono quasi interamente la sua capacità di approvvigionamento.

.

L’obbligazione a tasso fisso paga una cedola semestrale ad un tasso del 9,25% lordo annuo in dollari Statunitensi.

.

L’ultima quotazione in data odierna è risultata pari a 96,54 (-2,62%) per un rendimento annuo che cresce al 9,57% lordo annuo.

.

Ma ora vediamo nei particolari le caratteristiche dell’obbligazione Venezuela 9.25% al 2027 :

.

Emittente : Venezuela

.

Denominazione :  VENEZUELA 9.25% 15.09.2027 USD

.

Rating Emissione : B+

.

Isin : US922646AS37

.

Tipo obbligazione : Senior

.

Ammontare complessivo emesso : 4.000.000.000 USD

.

Prezzo di collocamento : 93,501%

.

Divisa di emissione : Dollaro Statunitense

.

Lotto minimo di contrattazione : 1.000 USD

.

Data di godimento : 18/09/1997

.

Data di scadenza : 15/09/2027

.

Piano cedolare : Tasso fisso 9,25% lordo annuo

.

Frequenza pagamento cedola : Semestrale.

.

Tipologia rimborso : In un’unica soluzione alla data di scadenza ad un prezzo pari al 100% del valore nominale

.

Mercato di contrattazione : EuroTlx

.

Quotazione massima : 75,25

.

Quotazione Minima : 106

.

Quotazione del 16 Aprile 2013 : 96,54

.

Come avete potuto notare, si tratta di un trentennale che ha da poco superato metà della sua corsa.

.

La quotazione odierna, si pone poco sopra la quotazione media tra il valore massimo e quello minimo fatto registrare nelle ultime 52 settimane.

.

I problemi politici, legati alla successione di Chavez potrebbero farsi ancora sentire, almeno fino a quando la posizione politica di Maduro, il candidato appena eletto, non si stabilizzerà nel segno di una continuità d’azione della linea politica del suo predecessore.

.

Un eventuale anche se remotissima possibilità di destabilizzazione politica del paese, potrebbe invece essere percepita come un grosso rischio, con conseguenti ripercussioni anche sulle quotazioni dei titoli di stato del paese.

.

Poi Ognuno…………..

.

Altre informazioni su obbligazioni :

Obbligazione Banco Popolare Tv Euribor 3 Mesi Floor 4,28% 2017, unico dubbio l’emittente

Obbligazione BEI Tasso fisso 6% Sc. 2019 ZAR, attenzione al cambio

 

Obbligazione LWRentenbank 5.625% 2018 Lire Turche, una Tripla A sotto 100

Obbligazioni BEI Zero Coupon TRY Sc. 03/2016, buon rendimento a scadenza

 

 
 
Autore: Verdemoneta Chi é:

Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo!

Su Facebook
Ti piace l'articolo?


Ti piace InvestireOggi
Su Twitter
"Twittalo"


Resta Aggiornato
Su Google+
Promuovi l'articolo
Su Social IO
Condividi l'articolo

16 Commenti

Lascia un tuo commento +

Emoticons :-)  :D  :mrgreen:  :(  ;-)  :roll:  :mad:

  • # 1
    purtroppo ci sono stati anche morti,ora i due leader cercano di calmare le acque ( capriles ha annullato la manifestazione che si doveva tenere domani a caracas) Si sente di indicare un livello di stop loss per chi è dentro ? (personalmente ho un pmc molto basso però vorrei evitare un tracollo)
  • # 2
    Originariamente inviato da luka2002
    purtroppo ci sono stati anche morti,ora i due leader cercano di calmare le acque ( capriles ha annullato la manifestazione che si doveva tenere domani a caracas) Si sente di indicare un livello di stop loss per chi è dentro ? (personalmente ho un pmc molto basso però vorrei evitare un tracollo)
    Luka sinceramente lo vedevo e lo vedo ancora come una possibilità di investimento, malgrado in questo momento stia perdendo parecchio, credo che per questo tipo di titolo con cedola elevata, lo stop loss se sei ancora in positivo, lo metterei poco sopra il prezzo di carico da un 3 a un 5% ovvero da 4 a 6 mesi di interesse.
  • # 3
    Bravo Abramo!! Ottima segnalazione, e soprattutto al giusto "time"! Ricordiamo quanto diceva Rockefeller: i migliori affari in borsa si fanno comprando quando per le strade scorre il sangue (ma con tutto rispetto per i decessi accaduti...) Sempre interessante e profittevole seguire quotidianamente il tuo blog ;-)
  • # 4
    Oggi sceso a 90,16. :roll:
  • # 5
    Caro Abramo, magari potersi garantire fino alla scadenza un rendimento nominale di tale misura, ma purtroppo l'obbligazione ed i suoi interessi sono in valuta. Orbene se non mi sbaglio negli ultimi mesi il dollaro australiano è diventato caro per noi italiani e non vorrei ci fosse una inversione di tendenza. Colgo l'occasione per fare un accenno sull'oro. Io mi stò scottando di un investimento fatto sulla previsione di un suo incremento di valore. Povero me! A presto, Gianfranco.
  • # 6
    Gianfranco, la valuta è in DOLLARI USA
  • # 7
    Caro Abramo, grazie per la segnalazione. Vorrei però un chiarimento: secondo Lei qual'è la probabilità di un default del paese sudamericano nel futuro? Ritiene sia un tds più o meno sicuro dei nostri a parità di scadenza? Grazie, Paolo
  • # 8
    Originariamente inviato da Paolo
    Caro Abramo, grazie per la segnalazione. Vorrei però un chiarimento: secondo Lei qual'è la probabilità di un default del paese sudamericano nel futuro? Ritiene sia un tds più o meno sicuro dei nostri a parità di scadenza? Grazie, Paolo
    Un default del Venezuela, a livello economico non sembra probabile proprio per il sostegno cinese interessato allo sfruttamento delle materie prime, solo la follia politica potrebbe portare ad un simile evento, sulla sicurezza dei TDS il rating parla chiaro, anche se mentre noi siamo in recessione loro no.
  • # 9
    Qualcuno sa se è acquistabile anche su Fineco?
  • # 10
    Su unicredit tlx e poi paesi emergenti c'e', quindi lo e' anche su fineco.
  • # 11
    Buonasera, la tassazione è al 20% o 12,5%?
  • # 12
    Originariamente inviato da Andrew
    Buonasera, la tassazione è al 20% o 12,5%?
    Andrew 12,50%......buona serata..........
  • # 13
    Salve, qualcuno sa dirmi cosa sta succedendo in Venezuela? Ho acquistato dei titoli di stato al 9,25 e da un po' stanno crollando. Conviene vendere oppure tenerli? Fati sapere grazie.
  • # 14
    buongiorno, dal 17 aprile non leggo piu' commenti sulla situazione in venezuela.vale la pena aquistare il bond 2027? grazie.
  • # 15
    Obbligazione molto volatile e per questo può offrire buone opportunità se comprata al momento giusto, l'unico problema è il cambio con il dollaro. Già acquistata ad un prezzo molto basso.
  • # 16
    Adesso che quota 72, come siamo messi?
  • Verdemoneta è il blog di
    Abramo Bodini
    Sono una persona semplice, che per passione si interessa da molti anni di economia e di finanza. Tratto spesso di obbligazioni, per ricercare occasioni di acquisto.
    Nell'esprimere le mie opinioni non faccio sconti, e non guardo in faccia nessuno., tantomeno quelli che decidono le sorti di questo paese, le sorti dell'economia, le sorti di una azienda, e dunque la sorte di molte persone.
    Benvenuti sul mio blog. :-)
  • DAGLI ALTRI BLOG

    Chart of the day
    Opinionidalmondo - 8 giorni fa
    Ftse-Mib
    Camiborsa - 13 giorni fa
    S&P-500
    Camiborsa - 29 giorni fa
    Atene
    Camiborsa - 16 giorni fa
  • COMMENTI & COMMENTATORI

    Rodolfo Hello to every , for the reason that I am actually keen of reading this web site's post to be updated on a regular basis. It contains pleasant stuff.
    Smitha2 is elocon a steroid cream dfeddeabdgdefdee
    ehis Avete bisogno di un prestito urgente da un creditore privato affidabile che ti concede il prestito senza stress? Se sì, allora siete nella giusta direzione. Email me via ehism94@yahoo.com
    mr berry smith Il mio nome è smith signor berry siamo leader prestito di che offriamo qualsiasi tipo prestito desiderato, con l'interesse del 2% di tutti che vogliamo che tu faccia per iniziare up con transazione fare stat up con la transazione è a inviarci vostri... Durata del prestito... Quantità necessaria... Paese... scopo del prestito... Telefono... Stipendio... Interesse... Dopo si sente tutti questa forma torni a noi via e-mail. E la nostra e-mail è grants.loanoffer@outlook.com
    Ferrario Rossano Buongiorno, le giro una nota del presidente di Federmanager di Vicenza, che aiuta a capire come sono andate effettivamente le cose (INPDAI fu costretto a confluire nell'INPS per salvare quest'ultimo.... e non il contrario come dice lei...). Dirigenti, non siamo ladri Prendo spunto da una lettera apparsa sul Giornale di Vicenza di domenica 28 aprile a firma di due sindacalisti della Cgil che prendono un grosso granchio: confondono dirigenti industria con dirigenti commercio ed elencano una serie di affermazioni sul’INPDAI che poco hanno a che vedere con i dirigenti di “Manageritalia” che hanno da sempre versato contributi previdenziali all’INPS. Mi fa piacere però cogliere questa occasione per spiegare una volta per tutte che i dirigenti industriali exINPDAI non hanno rubato a nessuno, e tanto meno all’INPS, le loro pensioni. Nella mia vita professionale ho imparato che bisogna raccogliere i dati e parlare con i fatti, perciò invito i due autorevoli sindacalisti della Cgil a informarsi bene sull’argomento INPDAI, “Manageritalia” e Federmanager per evitare di diffondere confusione. In questo periodo di crisi dovremmo essere coesi e fare squadra. La Cgil farebbe bene a sé stessa e a tutti i lavoratori che rappresenta se dimostrasse un maggiore senso di responsabilità nelle trattative con il Governo, anziché avere sempre una posizione negativa e poco propositiva. Ritornando sull'argomento INPDAI ricordo già che qualche anno fa l'allora Presidente dell'INPS Sassi e del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Lo Tito avevano precisato una volta per tutte come certe accuse fossero del tutto infondate e diffamatorie. L'ente pensionistico dei dirigenti industriali italiani (INPDAI) fu, di fatto, costretto a confluire nell’INPS. Quando nel 2003 ciò avvenne, l’NPDAI vantava, nei confronti dell’INPS, un credito di oltre 1.800 milioni di euro; apportò oltre tutto un patrimonio immobiliare valutato in oltre 3.350 milioni di euro. Tali importi sarebbero stati da soli più che sufficienti a coprire il disavanzo INPDAI per oltre un decennio. INPDAI, all'epoca, si trovava in crescente disavanzo, perché un terzo dei contributi versati dai dirigenti industriali veniva dirottato all'INPS, che se ne appropriava senza erogare alcun servizio alla dirigenza (erano intatti definiti “Oneri impropri”): si trattava di quasi 1.000 miliardi annui di lire. Inoltre, dagli anni '90, 1a Legge 68/1999 aveva deciso che i nuovi dirigenti dei settori industriali emergenti (informatico, logistico e simili: oltre il 20% del totale) avrebbero dovuto versare i contributi all’INPS, mentre i già pensionati sarebbero rimasti in carico all'INPDAI. Ancora: dal 1996 la dirigenza fu obbligata a versare all’INPS un "contributo di solidarietà" per 800 miliardi di lire; ed allo stesso modo, nel perìodo 1991-1993 la categorìa fa chiamata ad un prestito (non a caso detto “forzoso”) che solo di interessi ci costò quasi 200 miliardi di lire. Intorno al 2000 (Ministro di allora era Cesare Salvi) anche INPDAI fu costretta a vendere una parte del proprio patrimonio immobiliare agli inquilini magistrati, politici, sindacalisti, e a qualche dirigente a prezzi vicini al 60% del valore di mercato. Gli immobili infatti, prima della loro vendita, erano affittati a politici, sindacalisti, magistrati e altra crema del Paese, come ad esempio l'onorevole D'Alema che pagava un canone mensile inferiore a lire 200.000 per un appartamento con valore di mercato di oltre un milione (striscia la notizia). Piccolo dettaglio: gli immobili, quasi tutti di. pregio e svenduti per legge, avevano dei portinai che, sempre per legge, rimasero a carico di INPDAI (meditate gente, meditate). Le pensioni INPDAI - a differenza del dirigenti e dipendenti statali, del commercio e simili - hanno sempre avuto un “tetto” insuperabile; non erano certo quelle della dirigenza industriale le pensioni “d'oro” dell'epoca: semmai, i1 contrario. Infine, come è noto, i dirigenti industriali non hanno, per legge e per contratto, la garanzia del posto di lavoro; spesso senza lavoro intorno ai 50 anni (ormai “vecchi" per le aziende), per accedere alla pensione di anzianità non resta loro che pagarsi, attingendo ai propri risparmi i contributi volontari o fare il riscatto di 1aurea per il raggiungimento del minimo di anzianità. Crediamo che tutto questo spieghi assai bene come - evidentemente INPDAI desse “fastidio” e se ne fosse in qualche modo decretata, in alto loco, la sua “eutanasia”. Detto questo, l'enorme disavanzo (destinato a crescere) dell'ex fondo INPDAI, come di tutti gli altri ex fondi “spedali”, e come hanno chiarito gli esperti che abbiamo ricordato all'inizio, deriva dal fatto che dal 2003, con la soppressione anche dell'INPDAI, tutti i “nuovi” lavoratori che vengono nominati dirigenti, versano i contributi nel calderone INPS; mentre tutti i dirigenti che già versavano all’INPDAI ed erano vicini alla pensione, e soprattutto i dirigenti già pensionati, sono rimasti nel fondo ex-Inpdai. Ne consegue che in questo fondo, non più alimentato dai versamenti “nuovi”, ci saranno sempre meno versanti e sempre più pensionati: il disavanzo è matematico, ed aumenterà ogni anno. Ma nessuno “conta” i dirigenti nuovi, che versano i contributi all'INPS. Tanto che proprio i revisori di quest'ente hanno censurato, come non corretto, questo modo di redigere i bilanci di settore. In conclusione: se avessimo potuto gestirci i nostri contributi senza interferenze esterne potremmo essere tuttora, ed abbondantemente, autosufficienti . Se non lo siamo non è certamente imputabile alla categoria. Concludendo, se è vero che le pensioni del dirigenti industria sono più alte rispetto a quelle di altri lavoratori, è vero anche che le responsabilità sono maggiori, che essi non hanno la tutela del posto di lavoro e comunque sulle retribuzioni che hanno poi prodotto quelle pensioni sono stati versati regolarmente e si continua a versare i contributi previdenziali (anche per Istituti per i quali i dirigenti non possono godere: come la mobilità e la cassa integrazione) e pagate le tasse fino all'ultimo centesimo. Mi auguro che i due sindacalisti leggano bene lo scritto affinchè possano essere in futuro meno approssimativi soprattutto quando parlano di argomenti tipo "Le pensioni del Dirigenti : altro che solidarietà". Maurizio Pini Presidente Federmanager Vicenza Giornale di Vicenza - 5 maggio 2009 © 2010 Maurizio Pini - Vietata la riproduzione dei materiali presenti sul sito
  • Categorie
  • Tag cloud
  • Mercati
  • News Finanziarie
    Viaggi in aereo: i

    Viaggi in aereo: i diritti del passeggero. Overbooking

    Oggi 18:29Ecco quali sono i diritti dei passeggeri nei casi di Overbooking, una pratica che ormai tutte le compagnie aeree adottano,
    Lussemburgo, paradiso fiscale con

    Lussemburgo, paradiso fiscale con l'Iva al 3%. Le cose stanno per cambiare

    Oggi 16:41Lussemburgo, un paradiso fiscale che al momento sta vivendo un momento difficile: le accuse si moltiplicano sulla testa del piccolo
    Grillo attacca Napolitano: questo

    Grillo attacca Napolitano: questo si chiama colpo di Stato

    Oggi 16:21Beppe Grillo accusa Napolitano di colpo di Stato paragonandolo a Mussolini che, secondo il leader del M5S, ebbe più pudore

    EI Towers: Kepler Cheuvreux alza il Target Price, rating inalterato

    Oggi 16:20Kepler Cheuvreux sul titolo EI Towers alza il Target Price a 48.00, con rating Buy

    EI Towers: Equita alza il Target Price, rating inalterato

    Oggi 16:20Equita sul titolo EI Towers alza il Target Price a 46.00, con rating Buy
  • Blog Finanziari
  • Links amici
  • Archivi
  •  
  •