Venerdì 31 Ottobre 2014 , Ore 17:35
 
 

Rendite finanziarie, nuove aliquote 2012 ma non per tutti.

Armonizzazione della tassazione inerente le rendite finanziarie, a sorpresa si scopre che non varrà per tutti ma solo per le persone fisiche (risparmiatori) ed alcuni enti, ancora una volta lo stato fà cassa sulle spalle dei cittadini, un breve decalogo della nuova tassazione in vigore dal 01 Gennaio 2012.

Dal 01 Gennaio 2012, entreranno in vigore le nuove aliquote fiscali inerenti la tassazione delle rendite finanziarie, come da indicazioni inserite nella manovra economica 2011 approvata nei giorni scorsi.

Variazioni che si sono rese necessarie per accorpare la maggior parte dei prodotti finanziari in un’unica aliquota fissata al 20%, ma soprattutto, per poter recuperare parte dei fondi destinati all’ abbattimento del debito pubblico italiano.

Visto i problemi di interpretazione della nuova normativa, a tre mesi e mezzo da questa scadenza, forse è meglio fare un riepilogo delle novità inserite in manovra.

Alla prima lettura delle note inserite nella manovra, risultavano infatti mancare le dovute precisazioni, atte a distinguere i prodotti impattati dalla nuova tassazione, da quelli che invece non subiranno cambiamenti.

Vediamo, se ad un trimestre dall’ entrata in vigore della nuova tassazione, riusciamo a fornire un quadro un po’ più chiaro di quanto rilevato sino ad ora, in modo da poter avere elementi disponibili per iniziare a calcolare le variazioni che subiranno i rendimenti degli investimenti, a partire dal prossimo 01 Gennaio.

Riassumiamo quanto riportato nella manovra appena approvata, “i proventi da attività finanziare, a partire dal 1 gennaio 2012, vengano tassati al 20%, con l’eccezione di quelli derivanti dal possesso di titoli di Stato e strumenti assimilabili, per cui l’aliquota rimarrà quella 12,5%”.

Esclusi da questo capitolo sono, oltre ai titoli di Stato, anche i titoli di risparmio per l’economia meridionale e i piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti, che saranno sottoposti ancora alla tassazione del 12,5%.

Rendite finanziarie nuove aliquote fiscali dal 01 Gen 2012 :

Aliquote fiscali chi scende :

Conti correnti, conti deposito, conti vincolati : l’ aliquota passa dal 27% al 20%

libretti postali : l’ aliquota passa dal 27% al 20%

Aliquote fiscali chi resta fermo :

Buoni postali : aliquota invariata al 12,5%

Titoli di stato Italiani ed Esteri con relative cedole : aliquota invariata al 12,5%

Fondi pensione : Aliquota agevolata invariata

Aliquote fiscali chi sale :

Azioni e relativi dividendi : l’ aliquota passa dal 12,5% al 20%

Certificati e relative cedole : l’ aliquota passa dal 12,5% al 20%

Obbligazioni (Bond) e relative cedole : l’ aliquota passa dal 12,5% al 20%

Fondi comuni ed ETF : l’ aliquota passa dal 12,5% al 20%

PCT ( pronti contro termine ) : l’ aliquota passa dal 12,5% al 20%

Già da questo breve elenco, possiamo riscontrare quanto di parte sia stata questa suddivisione, ad esempio : i buoni postali mantengono l’ aliquota del 12,5%, questo in quanto la posta è pensata come proprietà dello stato, un concetto anacronistico, se pensiamo al mercato finanziario globale e alla possibilità di una privatizzazione anche parziale di questa società.

Se ciò dovesse avvenire, a quel punto si dovrebbe cambiare la normativa, visto che per le aziende a partecipazione statale tipo ENEL, ENI, Finmeccanica, ecc ecc, la tassazione delle rendite prevista è stata portata al 20%.

Assurdità ancora più stridente la si riscontrare nei PCT ( pronti contro termine), contratti stipulati tra banca e risparmiatore, per cui l’ istituto si impegna ad acquistare BTP e rivenderli ad una certa data, in modo da poter pagare all’ investitore un margine di interesse prefissato.

Tale anomalia, la si può riscontrare anche nei casi di Fondi comuni specializzati, con portafoglio investito esclusivamente in Titoli di Stato.

In questi casi, oltre al danno l’ investitore subirà anche la beffa, mentre infatti l’ emittente continuerà ad acquistare e rivendere titoli di stato, rimanendo assoggettata ad un aliquota del 12,5%.

L’ investitore dovrà corrispondere allo stato il 20% dell’ interesse maturato, questo a causa della ridenominazione del prodotto, visto che il suo contenuto è sempre un titolo di stato, si ha la sensazione di essere davanti al gioco delle tre carte, apparizioni e sparizioni, sconcertante.

L’ anomalia, è dovuta al fatto che la modifica della tassazione sulle rendite finanziarie, a sorpresa non colpirà tutti.

Chi subisce e chi no :

La nuova tassazione non verrà applicata a tutti gli investitori, ma solo alle persone fisiche, più alcune tipologie di enti, rimarrà invece inalterato il regime fiscale a cui verranno sottoposti gli investitori istituzionali.

E qui, credo saranno in molti a provare gli stessi odiosi sentimenti che cominciano farmi prudere le mani, ancora una volta, il conto del saccheggio perpetrato dai politici lo devono pagare solo ed esclusivamente i risparmiatori.

Credo sia inutile, dire quanto sia assurdo inserire una tassazione separata, che andrà a penalizzare fortemente il piccolo risparmiatore, mentre non avrà nessun impatto su chi di denaro ne investe molto divertendosi a fare il bello e cattivo tempo sui mercati, a scapito dei piccoli investitori.

In poche parole, il governo ha deciso che per salvare l’ Italia dalla crisi del debito, è più logico tassare chi investe poche decine di migliaia di euro, al posto di chi ne investe milioni ogni giorno.

Tutto questo, avviene proprio nel momento in cui ci sarebbe necessità di reperire una grossa quantità di risorse, da poter investire nell’ abbattimento del debito pubblico e nella ricerca di soluzioni per rilanciare la crescita economica.

Non per nulla ormai la barzelletta Italia ha stancato molti, i tagli di rating subiti dal debito italiano ormai a cascata, le dichiarazioni degli esponenti dei vari organi istituzionali europei, nei confronti della gestione del nostro paese parlano da soli.

Credo sia superfluo aggiungere qualsiasi altro commento.

 
 
Autore: Verdemoneta Chi é:

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12 Commenti

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  • # 1
    Ti correggo sui fondi comuni con titoli di stato in portafoglio (non solo quelli investiti totalmente in titoli di stato, ma anche gli altri per la quota parte investita in TdS). Mi risulta che le plusvalenze realizzate su titoli di Stato infatti verranno tassate al 20%, ma varrà a fini fiscali il 62,5% della plusvalenza quindi in sostanza l'aliquota rimarrà pari al 12,5%. Mi riservo di controllare e confermartelo! Ciao!
  • # 2
    @ Stefano Lovato: Grazie Stefano, una notizia positiva di questi tempi non fà certo dispiacere...:- Buonagiornata.....:-)
  • # 3
    Prego!!! ;) Ah... controllato: confermo. :D
  • # 4
    Una domanda riguardante i bolli deposito titoli, per aggirare la tassazione si potrebbe portare i titoli presso una sim abilitata dalla Consob che ne pensate?
  • # 5
    Certo si puo fare...dipende poi da che titoli hai perché non tutte le sim trattano gli stessi titoli...soprattutto se obbligazioni :(
  • # 6
    Si può fare e confermo i limiti esposti da Valerio. La cosa comporta un rischio che non va sottovalutato: per le Sim non c’è il fondo interbancario e quindi i depositi sono meno tutelati di quelli bancari. Una Sim permette, dal punto di vista della negoziazione titoli le stesse cose che fa la banca, quasi tutte permettono l’operatività online, per cui si può aprire il conto da internet e trasferirci i titoli. Ma attenzione perchè, ripeto, per quanto solida possa essere, una Sim fornisce meno garanzie di una banca.
  • # 7
    A questo punto andrei senza esitazione su We Bank che ti paga i bolli fino a tutto il 2013 poi nel 2014 si vedrà.... che ne pensate?? :D
  • # 8
    SE possiedo delle obbligazioni con cedola semestrale contratte nel 2008, con aliquota del 12,50%,queste obbligazioni dal 01 gennaio 2012 mantengono il 12,50 o passano al 20% fino alla scadenza? grazie
  • # 9
    Felicità 2012, purtroppo passano al 20% .......buon anno........
  • # 10
  • # 11
    Stefano grazie per il prezioso chiarimento sulla tassazione delle plusvalenze dei titoli di stato. Il 16 gennaio mi sono stati accreditati gli interessi annuali di obbligazioni mediocredito lombardo tassati del 20 per cento. Secondo voi è corretto o piuttosto dovrebbero tassare il rateo del 2011 al 12,50 e il rateo di competenza 2012 al 20 per cento?
  • # 12
    Avrebbero dovuto suddividerti il rateo......in questi giorni le banche stanno inoltrando comunicazioni ai propri clienti per informarli che provvederanno ad addebitare il 12,5% e riaccreditare il 20%, in modo che poi alle naturali scadenze possano addebitare esclusivamente il 20%........
  • Verdemoneta è il blog di
    Abramo Bodini
    Sono una persona semplice, che per passione si interessa da molti anni di economia e di finanza. Tratto spesso di obbligazioni, per ricercare occasioni di acquisto.
    Nell'esprimere le mie opinioni non faccio sconti, e non guardo in faccia nessuno., tantomeno quelli che decidono le sorti di questo paese, le sorti dell'economia, le sorti di una azienda, e dunque la sorte di molte persone.
    Benvenuti sul mio blog. :-)
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    gabrio "La vera domanda potrebbe essere come mai il prodotto presenta una quotazione non allineata con quelle di altri prodotti che presentano un tasso del genere ? Forse il fattore durata ? Non ci sembra molto rilevante." Certo, si potrà sempre aspettare il 2042 per poter uscire dall'investimento senza perdite in conto capitale....hahaha. Parte del mercato ha ormai completamente perso contatto con la realtà e ha deciso che questo "nuovo" e manipolato mondo economico/finanziario sarà così per sempre. Questo mercato pensa ad esempio che acquistare il debito pubblico di un paese disastrato come l'Italia a 1.24% a 5 anni sia una cosa saggia e normale e ritiene che sia giusto premiare un paese che mese su mese ingigantisce il proprio debito accontentandosi di rendimenti lontani anni luce da quelli che dovrebbero essere per giustificare il rischio sottostante. Quando la corda ormai estremamente tirata si romperà, in tanti e per tanto tempo piangeranno lacrime amare, a cominciare da quelli che pensano di uscirne un minuto prima di tutti gli altri.
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    fabrizio Mah, in realtà con il long bond USA al 3.10% il titolo prezza anche stretto considerate le caratteristiche.. la call americana (possibilità di rimborso anticipato in ogni momento) è chiaramente penalizzante per il possessore, limitando l'upside in caso di ribasso dei tassi.. e questo chiaramente si traduce in un vantaggio per l'emittente che a fronte di un potenziale rialzo dei tassi (per inciso ora probabile in USA) avrà un onere costante ed a livelli storicamente bassissimi e in caso di ribassi potrà chiudere la passività ed accenderne un'altra. Questo si sostanza, tecnicamente, nel valore dlel'opzione che - anche considerando il time value - è altissimo, e che viene implicitamente "venduta" dal possessore di un bond callable. Va poi considerato il rischio di cambio oltre a quello di tasso ed il fatto che, sebbene quotato sul TLX, il flottante del bond sia prevalentemente in USA e quindi come possano esserci problemi di liquidità, come testimoniato dai modesti scambi.. io personalmente al momento non mi sentirei di consigliare un titolo callable 2042 in dollari ad un investitore privato italiano, sinceramente. www.fabriziocapanna.com
    Verdemoneta si tratta di un certificato, e come tutti questi prodotti si passa dall'investimento alla scommessa, può andare o meno, attenzione massima e monitorare il prodotto quotidianamente........
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