Giovedì 24 Luglio 2014 , Ore 20:04
 
 

Rendite finanziarie, nuove aliquote 2012 ma non per tutti.

Armonizzazione della tassazione inerente le rendite finanziarie, a sorpresa si scopre che non varrà per tutti ma solo per le persone fisiche (risparmiatori) ed alcuni enti, ancora una volta lo stato fà cassa sulle spalle dei cittadini, un breve decalogo della nuova tassazione in vigore dal 01 Gennaio 2012.

Dal 01 Gennaio 2012, entreranno in vigore le nuove aliquote fiscali inerenti la tassazione delle rendite finanziarie, come da indicazioni inserite nella manovra economica 2011 approvata nei giorni scorsi.

Variazioni che si sono rese necessarie per accorpare la maggior parte dei prodotti finanziari in un’unica aliquota fissata al 20%, ma soprattutto, per poter recuperare parte dei fondi destinati all’ abbattimento del debito pubblico italiano.

Visto i problemi di interpretazione della nuova normativa, a tre mesi e mezzo da questa scadenza, forse è meglio fare un riepilogo delle novità inserite in manovra.

Alla prima lettura delle note inserite nella manovra, risultavano infatti mancare le dovute precisazioni, atte a distinguere i prodotti impattati dalla nuova tassazione, da quelli che invece non subiranno cambiamenti.

Vediamo, se ad un trimestre dall’ entrata in vigore della nuova tassazione, riusciamo a fornire un quadro un po’ più chiaro di quanto rilevato sino ad ora, in modo da poter avere elementi disponibili per iniziare a calcolare le variazioni che subiranno i rendimenti degli investimenti, a partire dal prossimo 01 Gennaio.

Riassumiamo quanto riportato nella manovra appena approvata, “i proventi da attività finanziare, a partire dal 1 gennaio 2012, vengano tassati al 20%, con l’eccezione di quelli derivanti dal possesso di titoli di Stato e strumenti assimilabili, per cui l’aliquota rimarrà quella 12,5%”.

Esclusi da questo capitolo sono, oltre ai titoli di Stato, anche i titoli di risparmio per l’economia meridionale e i piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti, che saranno sottoposti ancora alla tassazione del 12,5%.

Rendite finanziarie nuove aliquote fiscali dal 01 Gen 2012 :

Aliquote fiscali chi scende :

Conti correnti, conti deposito, conti vincolati : l’ aliquota passa dal 27% al 20%

libretti postali : l’ aliquota passa dal 27% al 20%

Aliquote fiscali chi resta fermo :

Buoni postali : aliquota invariata al 12,5%

Titoli di stato Italiani ed Esteri con relative cedole : aliquota invariata al 12,5%

Fondi pensione : Aliquota agevolata invariata

Aliquote fiscali chi sale :

Azioni e relativi dividendi : l’ aliquota passa dal 12,5% al 20%

Certificati e relative cedole : l’ aliquota passa dal 12,5% al 20%

Obbligazioni (Bond) e relative cedole : l’ aliquota passa dal 12,5% al 20%

Fondi comuni ed ETF : l’ aliquota passa dal 12,5% al 20%

PCT ( pronti contro termine ) : l’ aliquota passa dal 12,5% al 20%

Già da questo breve elenco, possiamo riscontrare quanto di parte sia stata questa suddivisione, ad esempio : i buoni postali mantengono l’ aliquota del 12,5%, questo in quanto la posta è pensata come proprietà dello stato, un concetto anacronistico, se pensiamo al mercato finanziario globale e alla possibilità di una privatizzazione anche parziale di questa società.

Se ciò dovesse avvenire, a quel punto si dovrebbe cambiare la normativa, visto che per le aziende a partecipazione statale tipo ENEL, ENI, Finmeccanica, ecc ecc, la tassazione delle rendite prevista è stata portata al 20%.

Assurdità ancora più stridente la si riscontrare nei PCT ( pronti contro termine), contratti stipulati tra banca e risparmiatore, per cui l’ istituto si impegna ad acquistare BTP e rivenderli ad una certa data, in modo da poter pagare all’ investitore un margine di interesse prefissato.

Tale anomalia, la si può riscontrare anche nei casi di Fondi comuni specializzati, con portafoglio investito esclusivamente in Titoli di Stato.

In questi casi, oltre al danno l’ investitore subirà anche la beffa, mentre infatti l’ emittente continuerà ad acquistare e rivendere titoli di stato, rimanendo assoggettata ad un aliquota del 12,5%.

L’ investitore dovrà corrispondere allo stato il 20% dell’ interesse maturato, questo a causa della ridenominazione del prodotto, visto che il suo contenuto è sempre un titolo di stato, si ha la sensazione di essere davanti al gioco delle tre carte, apparizioni e sparizioni, sconcertante.

L’ anomalia, è dovuta al fatto che la modifica della tassazione sulle rendite finanziarie, a sorpresa non colpirà tutti.

Chi subisce e chi no :

La nuova tassazione non verrà applicata a tutti gli investitori, ma solo alle persone fisiche, più alcune tipologie di enti, rimarrà invece inalterato il regime fiscale a cui verranno sottoposti gli investitori istituzionali.

E qui, credo saranno in molti a provare gli stessi odiosi sentimenti che cominciano farmi prudere le mani, ancora una volta, il conto del saccheggio perpetrato dai politici lo devono pagare solo ed esclusivamente i risparmiatori.

Credo sia inutile, dire quanto sia assurdo inserire una tassazione separata, che andrà a penalizzare fortemente il piccolo risparmiatore, mentre non avrà nessun impatto su chi di denaro ne investe molto divertendosi a fare il bello e cattivo tempo sui mercati, a scapito dei piccoli investitori.

In poche parole, il governo ha deciso che per salvare l’ Italia dalla crisi del debito, è più logico tassare chi investe poche decine di migliaia di euro, al posto di chi ne investe milioni ogni giorno.

Tutto questo, avviene proprio nel momento in cui ci sarebbe necessità di reperire una grossa quantità di risorse, da poter investire nell’ abbattimento del debito pubblico e nella ricerca di soluzioni per rilanciare la crescita economica.

Non per nulla ormai la barzelletta Italia ha stancato molti, i tagli di rating subiti dal debito italiano ormai a cascata, le dichiarazioni degli esponenti dei vari organi istituzionali europei, nei confronti della gestione del nostro paese parlano da soli.

Credo sia superfluo aggiungere qualsiasi altro commento.

 
 
Autore: Verdemoneta Chi é:

Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo!

Su Facebook
Ti piace l'articolo?


Ti piace InvestireOggi
Su Twitter
"Twittalo"


Resta Aggiornato
Su Google+
Promuovi l'articolo
Su Social IO
Condividi l'articolo

12 Commenti

Lascia un tuo commento +

Emoticons :-)  :D  :mrgreen:  :(  ;-)  :roll:  :mad:

  • # 1
    Ti correggo sui fondi comuni con titoli di stato in portafoglio (non solo quelli investiti totalmente in titoli di stato, ma anche gli altri per la quota parte investita in TdS). Mi risulta che le plusvalenze realizzate su titoli di Stato infatti verranno tassate al 20%, ma varrà a fini fiscali il 62,5% della plusvalenza quindi in sostanza l'aliquota rimarrà pari al 12,5%. Mi riservo di controllare e confermartelo! Ciao!
  • # 2
    @ Stefano Lovato: Grazie Stefano, una notizia positiva di questi tempi non fà certo dispiacere...:- Buonagiornata.....:-)
  • # 3
    Prego!!! ;) Ah... controllato: confermo. :D
  • # 4
    Una domanda riguardante i bolli deposito titoli, per aggirare la tassazione si potrebbe portare i titoli presso una sim abilitata dalla Consob che ne pensate?
  • # 5
    Certo si puo fare...dipende poi da che titoli hai perché non tutte le sim trattano gli stessi titoli...soprattutto se obbligazioni :(
  • # 6
    Si può fare e confermo i limiti esposti da Valerio. La cosa comporta un rischio che non va sottovalutato: per le Sim non c’è il fondo interbancario e quindi i depositi sono meno tutelati di quelli bancari. Una Sim permette, dal punto di vista della negoziazione titoli le stesse cose che fa la banca, quasi tutte permettono l’operatività online, per cui si può aprire il conto da internet e trasferirci i titoli. Ma attenzione perchè, ripeto, per quanto solida possa essere, una Sim fornisce meno garanzie di una banca.
  • # 7
    A questo punto andrei senza esitazione su We Bank che ti paga i bolli fino a tutto il 2013 poi nel 2014 si vedrà.... che ne pensate?? :D
  • # 8
    SE possiedo delle obbligazioni con cedola semestrale contratte nel 2008, con aliquota del 12,50%,queste obbligazioni dal 01 gennaio 2012 mantengono il 12,50 o passano al 20% fino alla scadenza? grazie
  • # 9
    Felicità 2012, purtroppo passano al 20% .......buon anno........
  • # 10
  • # 11
    Stefano grazie per il prezioso chiarimento sulla tassazione delle plusvalenze dei titoli di stato. Il 16 gennaio mi sono stati accreditati gli interessi annuali di obbligazioni mediocredito lombardo tassati del 20 per cento. Secondo voi è corretto o piuttosto dovrebbero tassare il rateo del 2011 al 12,50 e il rateo di competenza 2012 al 20 per cento?
  • # 12
    Avrebbero dovuto suddividerti il rateo......in questi giorni le banche stanno inoltrando comunicazioni ai propri clienti per informarli che provvederanno ad addebitare il 12,5% e riaccreditare il 20%, in modo che poi alle naturali scadenze possano addebitare esclusivamente il 20%........
  • Verdemoneta è il blog di
    Abramo Bodini
    Sono una persona semplice, che per passione si interessa da molti anni di economia e di finanza. Tratto spesso di obbligazioni, per ricercare occasioni di acquisto.
    Nell'esprimere le mie opinioni non faccio sconti, e non guardo in faccia nessuno., tantomeno quelli che decidono le sorti di questo paese, le sorti dell'economia, le sorti di una azienda, e dunque la sorte di molte persone.
    Benvenuti sul mio blog. :-)
  • DAGLI ALTRI BLOG

    Chart of the day
    Opinionidalmondo - 7 giorni fa
    Ftse-Mib
    Camiborsa - 12 giorni fa
    S&P-500
    Camiborsa - 28 giorni fa
    Atene
    Camiborsa - 15 giorni fa
  • COMMENTI & COMMENTATORI

    Smitha2 is elocon a steroid cream dfeddeabdgdefdee
    ehis Avete bisogno di un prestito urgente da un creditore privato affidabile che ti concede il prestito senza stress? Se sì, allora siete nella giusta direzione. Email me via ehism94@yahoo.com
    mr berry smith Il mio nome è smith signor berry siamo leader prestito di che offriamo qualsiasi tipo prestito desiderato, con l'interesse del 2% di tutti che vogliamo che tu faccia per iniziare up con transazione fare stat up con la transazione è a inviarci vostri... Durata del prestito... Quantità necessaria... Paese... scopo del prestito... Telefono... Stipendio... Interesse... Dopo si sente tutti questa forma torni a noi via e-mail. E la nostra e-mail è grants.loanoffer@outlook.com
    Ferrario Rossano Buongiorno, le giro una nota del presidente di Federmanager di Vicenza, che aiuta a capire come sono andate effettivamente le cose (INPDAI fu costretto a confluire nell'INPS per salvare quest'ultimo.... e non il contrario come dice lei...). Dirigenti, non siamo ladri Prendo spunto da una lettera apparsa sul Giornale di Vicenza di domenica 28 aprile a firma di due sindacalisti della Cgil che prendono un grosso granchio: confondono dirigenti industria con dirigenti commercio ed elencano una serie di affermazioni sul’INPDAI che poco hanno a che vedere con i dirigenti di “Manageritalia” che hanno da sempre versato contributi previdenziali all’INPS. Mi fa piacere però cogliere questa occasione per spiegare una volta per tutte che i dirigenti industriali exINPDAI non hanno rubato a nessuno, e tanto meno all’INPS, le loro pensioni. Nella mia vita professionale ho imparato che bisogna raccogliere i dati e parlare con i fatti, perciò invito i due autorevoli sindacalisti della Cgil a informarsi bene sull’argomento INPDAI, “Manageritalia” e Federmanager per evitare di diffondere confusione. In questo periodo di crisi dovremmo essere coesi e fare squadra. La Cgil farebbe bene a sé stessa e a tutti i lavoratori che rappresenta se dimostrasse un maggiore senso di responsabilità nelle trattative con il Governo, anziché avere sempre una posizione negativa e poco propositiva. Ritornando sull'argomento INPDAI ricordo già che qualche anno fa l'allora Presidente dell'INPS Sassi e del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Lo Tito avevano precisato una volta per tutte come certe accuse fossero del tutto infondate e diffamatorie. L'ente pensionistico dei dirigenti industriali italiani (INPDAI) fu, di fatto, costretto a confluire nell’INPS. Quando nel 2003 ciò avvenne, l’NPDAI vantava, nei confronti dell’INPS, un credito di oltre 1.800 milioni di euro; apportò oltre tutto un patrimonio immobiliare valutato in oltre 3.350 milioni di euro. Tali importi sarebbero stati da soli più che sufficienti a coprire il disavanzo INPDAI per oltre un decennio. INPDAI, all'epoca, si trovava in crescente disavanzo, perché un terzo dei contributi versati dai dirigenti industriali veniva dirottato all'INPS, che se ne appropriava senza erogare alcun servizio alla dirigenza (erano intatti definiti “Oneri impropri”): si trattava di quasi 1.000 miliardi annui di lire. Inoltre, dagli anni '90, 1a Legge 68/1999 aveva deciso che i nuovi dirigenti dei settori industriali emergenti (informatico, logistico e simili: oltre il 20% del totale) avrebbero dovuto versare i contributi all’INPS, mentre i già pensionati sarebbero rimasti in carico all'INPDAI. Ancora: dal 1996 la dirigenza fu obbligata a versare all’INPS un "contributo di solidarietà" per 800 miliardi di lire; ed allo stesso modo, nel perìodo 1991-1993 la categorìa fa chiamata ad un prestito (non a caso detto “forzoso”) che solo di interessi ci costò quasi 200 miliardi di lire. Intorno al 2000 (Ministro di allora era Cesare Salvi) anche INPDAI fu costretta a vendere una parte del proprio patrimonio immobiliare agli inquilini magistrati, politici, sindacalisti, e a qualche dirigente a prezzi vicini al 60% del valore di mercato. Gli immobili infatti, prima della loro vendita, erano affittati a politici, sindacalisti, magistrati e altra crema del Paese, come ad esempio l'onorevole D'Alema che pagava un canone mensile inferiore a lire 200.000 per un appartamento con valore di mercato di oltre un milione (striscia la notizia). Piccolo dettaglio: gli immobili, quasi tutti di. pregio e svenduti per legge, avevano dei portinai che, sempre per legge, rimasero a carico di INPDAI (meditate gente, meditate). Le pensioni INPDAI - a differenza del dirigenti e dipendenti statali, del commercio e simili - hanno sempre avuto un “tetto” insuperabile; non erano certo quelle della dirigenza industriale le pensioni “d'oro” dell'epoca: semmai, i1 contrario. Infine, come è noto, i dirigenti industriali non hanno, per legge e per contratto, la garanzia del posto di lavoro; spesso senza lavoro intorno ai 50 anni (ormai “vecchi" per le aziende), per accedere alla pensione di anzianità non resta loro che pagarsi, attingendo ai propri risparmi i contributi volontari o fare il riscatto di 1aurea per il raggiungimento del minimo di anzianità. Crediamo che tutto questo spieghi assai bene come - evidentemente INPDAI desse “fastidio” e se ne fosse in qualche modo decretata, in alto loco, la sua “eutanasia”. Detto questo, l'enorme disavanzo (destinato a crescere) dell'ex fondo INPDAI, come di tutti gli altri ex fondi “spedali”, e come hanno chiarito gli esperti che abbiamo ricordato all'inizio, deriva dal fatto che dal 2003, con la soppressione anche dell'INPDAI, tutti i “nuovi” lavoratori che vengono nominati dirigenti, versano i contributi nel calderone INPS; mentre tutti i dirigenti che già versavano all’INPDAI ed erano vicini alla pensione, e soprattutto i dirigenti già pensionati, sono rimasti nel fondo ex-Inpdai. Ne consegue che in questo fondo, non più alimentato dai versamenti “nuovi”, ci saranno sempre meno versanti e sempre più pensionati: il disavanzo è matematico, ed aumenterà ogni anno. Ma nessuno “conta” i dirigenti nuovi, che versano i contributi all'INPS. Tanto che proprio i revisori di quest'ente hanno censurato, come non corretto, questo modo di redigere i bilanci di settore. In conclusione: se avessimo potuto gestirci i nostri contributi senza interferenze esterne potremmo essere tuttora, ed abbondantemente, autosufficienti . Se non lo siamo non è certamente imputabile alla categoria. Concludendo, se è vero che le pensioni del dirigenti industria sono più alte rispetto a quelle di altri lavoratori, è vero anche che le responsabilità sono maggiori, che essi non hanno la tutela del posto di lavoro e comunque sulle retribuzioni che hanno poi prodotto quelle pensioni sono stati versati regolarmente e si continua a versare i contributi previdenziali (anche per Istituti per i quali i dirigenti non possono godere: come la mobilità e la cassa integrazione) e pagate le tasse fino all'ultimo centesimo. Mi auguro che i due sindacalisti leggano bene lo scritto affinchè possano essere in futuro meno approssimativi soprattutto quando parlano di argomenti tipo "Le pensioni del Dirigenti : altro che solidarietà". Maurizio Pini Presidente Federmanager Vicenza Giornale di Vicenza - 5 maggio 2009 © 2010 Maurizio Pini - Vietata la riproduzione dei materiali presenti sul sito
    umby Che DIO stramaledica i Banchieri i Bancari i Legislatori e tutti coloro che partecipano ed hanno partecipato a renderci schiavi delle Banche. Stramaledica anche tutti i politici che non hanno mosso un dito contro le banche per lenire il supplizio dei povereacci in mano a tutti gli Istituti bancari (Strozzini legalizzati). Che Dio li stramaledica e li colpisca negli affetti.
  • Categorie
  • Tag cloud
  • Mercati
  • News Finanziarie
    Crisi famiglie: rinunce alimentari.

    Crisi famiglie: rinunce alimentari. Ecco il segnale d'allarme dell'Istat

    Oggi 17:22Ennesimo segnale d'allarme da parte dell'Istat sulla crisi economica che sta investendo le famiglie: le rinunce arrivano a toccare il
    Sondaggi politici elettorali 21

    Sondaggi politici elettorali 21 luglio 2014 Piepoli per Ansa: chi sale e chi scende

    Oggi 17:12Ultimi sondaggi politici elettorali dell'istituto Piepoli per Ansa sulle intenzioni di voto degli italiani: il Pd e il M5S restano

    Gruppo Editoriale Espresso: Equita abbassa il Target Price, rating inalterato

    Oggi 17:03Equita sul titolo Gruppo Editoriale Espresso abbassa il Target Price a 1.67

    Amplifon: Jefferies alza il Target Price, rating inalterato

    Oggi 15:40Jefferies sul titolo Amplifon alza il Target Price a 4.35, con rating Hold

    Intesa Sanpaolo: Kepler Cheuvreux conferma Rating e Target

    Oggi 15:40Kepler Cheuvreux sul titolo Intesa Sanpaolo conferma rating Buy e target 2.80
  • Blog Finanziari
  • Links amici
  • Archivi
  •  
  •