Giovedì 24 Luglio 2014 , Ore 13:03
 
 

Obbligazioni Step-Up Amortising Unicredit e Carisbo, sotto 100 su cui riflettere

Unicredit e Carisbo, altre due emissioni obbligazionarie datate, che sono sotto i riflettori dell'EuroTlx, ancora effetto BCE-FED o valgono il loro prezzo ?

banche, Economia Italiana, obbligazioni
14 settembre 2012, ore 21:03
3 commenti

In preda al fuoco sacro che sembra aver colpito i mercati, che stanno portando gli investitori ad acquistare titoli pagando prezzi che nel 2012 non si erano ancora visti, riprendiamo il filo del discorso inerente le obbligazioni bancarie.

 

Discorso che avevamo iniziato con la presentazione di un’obbligazione Unicredit Step Up, fatta tramite il post :

 

In data odierna, parleremo di altre due obbligazioni step-up amortising. una emessa da Unicredit, una da Carisbo (Cassa di Risparmio di Bologna), non si tratta di prodotti nuovi, ma di obbligazioni presenti già da tempo sul mercato, tanto che entrambe hanno già parzialmente portato a termine il programma di restituzione del capitale investito.

 

Perché tornare ad occuparsi di obbligazioni bancarie ?  Per via del fatto che i corporate sono inavvicinabili se non si hanno almeno 50 o 100.000 euro.

 

Perché con l’adozione dello scudo Anti Spread da parte della BCE sommato al programma della FED che prevede l’acquisto di 40 Miliardi di Dollari a settimana di mutui inesigibili, il settore bancario per ora non può essere sottovalutato.

 

Questo comunque mantenendo l’ottica di diversificazione difensiva del portafoglio, cioè avvicinarsi a questi titoli, solo se il peso del comparto finanziario è stato nello scorso periodo ridotto ai minimi, e solo per ripristinare una percentuale di titoli finanziari in portafoglio sotto il livello di guardia.

 

Diciamo questo, in quanto come riportato nel post :

 

 Euro crisi – L’economia riparte a parole, i numeri sono chiari: non è ancora tempo.

 

riteniamo che per ora, ad eccezione delle dichiarazioni ed intenti FED, tutto ciò che è stato deciso e preventivato in Europa, per far fronte alla crisi del debito,siano solo belle parole, concetti che però non si è ancora sicuri che troveranno un’applicazione concreta e soprattutto efficace.

 

Ma passiamo ai due prodotti, anche queste due obbligazioni, come quella precedentemente riportata, hanno avuto, come la maggior parte dei prodotti finanziari, in questi giorni escursioni di prezzi notevoli, dovute allo stato di grazia dei mercati, non certo ad un effettivo apprezzamento del valore del prodotto in sé.

 

Il primo prodotto è : UNICREDIT STEP UP AMORTISING SUBORDINATO 14.06.2017

 

Codice ISIN IT0004615305

 

Data pagamento cedola     %

04.06.2013                          3.5%

14.06.2014                          3.8%

14.06.2015                          4.1%

14.06.2016                          4.4%

14.06.2017                         4.7%

 

Data rimborso capitale     %

 

14.06.2013                         20.%

14.06.2014                         20.%

14.06.2015                         20%

14.06.2016                         20.%

14.06.2017                         20.%

 

Quotazione Minima annua 76,83                    Quotazione Massima annua 97,6

 

Quotazione 14 Set 2012 = 97,29 Variazione +3,78%

 

Quali sono le differenze rispetto al prodotto citato nel post precedente :

 

Sino al 2015 il tasso di remunerazione non garantisce la copertura del tasso di inflazione, sempre che questi resti ai valori odierni, anche se i due prodotti nel 2013 staccheranno al stessa cedola, la differenza di quotazione attuale, non permette a questo prodotto di sovraperformare la cedola stabilita.

Inoltre questa obbligazione sta già restituendo il 20% del capitale investito ad ogni scadenza, quindi la cedola percepita sarà calcolata su un capitale inferiore a quello iniziale.

 

Cosa c’è di buono in questa obbligazione rispetto alla prima ? La scadenza del titolo 2017 rispetto al 2020 dell’ altra obbligazione Unicredit Step-Up.

 

Anche la quotazione deve far riflettere, è come ormai succede per al maggior parte dei titoli quasi al massimo annuo, per cui nel caso i mercati dovessero prendersi una pausa di riflessione, l’investitore potrebbe trovarsi con una perdita in conto capitale, discorso che non interessa a chi ha intenzione di acquistare e mantenere il prodotto sino a scadenza, campanello d’allarme per chi non ha questa garanzia.

 

Il secondo prodotto : CARISBO STEP UP CALLABLE AMORTISING 02.01.2019

 

Codice ISIN IT0001307963

 

Data pagamento cedola     %

02.01.2013                         4.0%

02.01.2014                         4.0%

02.01.2015                         4.2%

02.01.2016                         4.2%

02.01.2017                         4.2%

02.01.2018                         4.2%

02.01.2019                         4.2%

 

Data rimborso capitale     %

 

02.01.2014                       25%

02.01.2019                      25%

 

Quotazione Minima annua 77,65                    Quotazione Massima annua 97

 

Rimborso anticipato possibile in qualsiasi data

 

Quotazione 14 Set 2012 = 96,00 Variazione +3,62%

 

Discorsi un pò diversi per questa seconda obbligazione, che offre un piano cedolare meno variegato ma più costante, soprattutto la cedola corrente da modo all’investitore di mantenere inalterato il potere d’acquisto del proprio capitale.

Altra nota positiva, rispetto all’obbligazione Unicredit, sta nel piano di restituzione del capitale, l’investitore infatti si vedrà restituire un quarto del capitale investito alla scadenza del 2014 e il restante capitale alla scadenza del 2019, indi per cui se investissimo oggi, dopo il rimborso del 2014, manterremo il 75% del capitale investito ad un tasso del 4,2%, il tutto pagando il prodotto sotto la pari.

 

Se volessimo fare un parallelo tra questo prodotto ed il primo Step-Up unicredit, prima di dire quale dei due rende di più, bisognerebbe fare un pò di conti tra rendimenti e quote di capitale rimanente anno per anno, mentre risulta ininfluente la diversità di durata tra i due titoli.

Se dovessimo fidarci del mercato, la differenza di quotazione nettmanete a favore dell’obbligazione Carisbo, ci dovrebbe far capire che questa è quella che a conti fatti dovrebbe risultare più performante.

 

Anche qui, vi è un discorso di livello di quotazione, è vero che siamo sotto la pari, ma è anche vero che come nel precedente esempio siamo a ridosso dei massimi annui, un campanello d’allarme per capire a che punto stanno gonfiando a dismisura le quotazioni di questi titoli, d’altra parte di denaro in tasca le banche ne hanno parecchio, evidentemente hanno deciso di non continuare a tenerlo parcheggiato presso la BCE.

 
 
Autore: Verdemoneta Chi é:

Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo!

Su Facebook
Ti piace l'articolo?


Ti piace InvestireOggi
Su Twitter
"Twittalo"


Resta Aggiornato
Su Google+
Promuovi l'articolo
Su Social IO
Condividi l'articolo

3 Commenti

Lascia un tuo commento +

Emoticons :-)  :D  :mrgreen:  :(  ;-)  :roll:  :mad:

  • Verdemoneta è il blog di
    Abramo Bodini
    Sono una persona semplice, che per passione si interessa da molti anni di economia e di finanza. Tratto spesso di obbligazioni, per ricercare occasioni di acquisto.
    Nell'esprimere le mie opinioni non faccio sconti, e non guardo in faccia nessuno., tantomeno quelli che decidono le sorti di questo paese, le sorti dell'economia, le sorti di una azienda, e dunque la sorte di molte persone.
    Benvenuti sul mio blog. :-)
  • DAGLI ALTRI BLOG

    Chart of the day
    Opinionidalmondo - 7 giorni fa
    Ftse-Mib
    Camiborsa - 12 giorni fa
    S&P-500
    Camiborsa - 27 giorni fa
    Atene
    Camiborsa - 15 giorni fa
  • COMMENTI & COMMENTATORI

    Smitha2 is elocon a steroid cream dfeddeabdgdefdee
    ehis Avete bisogno di un prestito urgente da un creditore privato affidabile che ti concede il prestito senza stress? Se sì, allora siete nella giusta direzione. Email me via ehism94@yahoo.com
    mr berry smith Il mio nome è smith signor berry siamo leader prestito di che offriamo qualsiasi tipo prestito desiderato, con l'interesse del 2% di tutti che vogliamo che tu faccia per iniziare up con transazione fare stat up con la transazione è a inviarci vostri... Durata del prestito... Quantità necessaria... Paese... scopo del prestito... Telefono... Stipendio... Interesse... Dopo si sente tutti questa forma torni a noi via e-mail. E la nostra e-mail è grants.loanoffer@outlook.com
    Ferrario Rossano Buongiorno, le giro una nota del presidente di Federmanager di Vicenza, che aiuta a capire come sono andate effettivamente le cose (INPDAI fu costretto a confluire nell'INPS per salvare quest'ultimo.... e non il contrario come dice lei...). Dirigenti, non siamo ladri Prendo spunto da una lettera apparsa sul Giornale di Vicenza di domenica 28 aprile a firma di due sindacalisti della Cgil che prendono un grosso granchio: confondono dirigenti industria con dirigenti commercio ed elencano una serie di affermazioni sul’INPDAI che poco hanno a che vedere con i dirigenti di “Manageritalia” che hanno da sempre versato contributi previdenziali all’INPS. Mi fa piacere però cogliere questa occasione per spiegare una volta per tutte che i dirigenti industriali exINPDAI non hanno rubato a nessuno, e tanto meno all’INPS, le loro pensioni. Nella mia vita professionale ho imparato che bisogna raccogliere i dati e parlare con i fatti, perciò invito i due autorevoli sindacalisti della Cgil a informarsi bene sull’argomento INPDAI, “Manageritalia” e Federmanager per evitare di diffondere confusione. In questo periodo di crisi dovremmo essere coesi e fare squadra. La Cgil farebbe bene a sé stessa e a tutti i lavoratori che rappresenta se dimostrasse un maggiore senso di responsabilità nelle trattative con il Governo, anziché avere sempre una posizione negativa e poco propositiva. Ritornando sull'argomento INPDAI ricordo già che qualche anno fa l'allora Presidente dell'INPS Sassi e del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Lo Tito avevano precisato una volta per tutte come certe accuse fossero del tutto infondate e diffamatorie. L'ente pensionistico dei dirigenti industriali italiani (INPDAI) fu, di fatto, costretto a confluire nell’INPS. Quando nel 2003 ciò avvenne, l’NPDAI vantava, nei confronti dell’INPS, un credito di oltre 1.800 milioni di euro; apportò oltre tutto un patrimonio immobiliare valutato in oltre 3.350 milioni di euro. Tali importi sarebbero stati da soli più che sufficienti a coprire il disavanzo INPDAI per oltre un decennio. INPDAI, all'epoca, si trovava in crescente disavanzo, perché un terzo dei contributi versati dai dirigenti industriali veniva dirottato all'INPS, che se ne appropriava senza erogare alcun servizio alla dirigenza (erano intatti definiti “Oneri impropri”): si trattava di quasi 1.000 miliardi annui di lire. Inoltre, dagli anni '90, 1a Legge 68/1999 aveva deciso che i nuovi dirigenti dei settori industriali emergenti (informatico, logistico e simili: oltre il 20% del totale) avrebbero dovuto versare i contributi all’INPS, mentre i già pensionati sarebbero rimasti in carico all'INPDAI. Ancora: dal 1996 la dirigenza fu obbligata a versare all’INPS un "contributo di solidarietà" per 800 miliardi di lire; ed allo stesso modo, nel perìodo 1991-1993 la categorìa fa chiamata ad un prestito (non a caso detto “forzoso”) che solo di interessi ci costò quasi 200 miliardi di lire. Intorno al 2000 (Ministro di allora era Cesare Salvi) anche INPDAI fu costretta a vendere una parte del proprio patrimonio immobiliare agli inquilini magistrati, politici, sindacalisti, e a qualche dirigente a prezzi vicini al 60% del valore di mercato. Gli immobili infatti, prima della loro vendita, erano affittati a politici, sindacalisti, magistrati e altra crema del Paese, come ad esempio l'onorevole D'Alema che pagava un canone mensile inferiore a lire 200.000 per un appartamento con valore di mercato di oltre un milione (striscia la notizia). Piccolo dettaglio: gli immobili, quasi tutti di. pregio e svenduti per legge, avevano dei portinai che, sempre per legge, rimasero a carico di INPDAI (meditate gente, meditate). Le pensioni INPDAI - a differenza del dirigenti e dipendenti statali, del commercio e simili - hanno sempre avuto un “tetto” insuperabile; non erano certo quelle della dirigenza industriale le pensioni “d'oro” dell'epoca: semmai, i1 contrario. Infine, come è noto, i dirigenti industriali non hanno, per legge e per contratto, la garanzia del posto di lavoro; spesso senza lavoro intorno ai 50 anni (ormai “vecchi" per le aziende), per accedere alla pensione di anzianità non resta loro che pagarsi, attingendo ai propri risparmi i contributi volontari o fare il riscatto di 1aurea per il raggiungimento del minimo di anzianità. Crediamo che tutto questo spieghi assai bene come - evidentemente INPDAI desse “fastidio” e se ne fosse in qualche modo decretata, in alto loco, la sua “eutanasia”. Detto questo, l'enorme disavanzo (destinato a crescere) dell'ex fondo INPDAI, come di tutti gli altri ex fondi “spedali”, e come hanno chiarito gli esperti che abbiamo ricordato all'inizio, deriva dal fatto che dal 2003, con la soppressione anche dell'INPDAI, tutti i “nuovi” lavoratori che vengono nominati dirigenti, versano i contributi nel calderone INPS; mentre tutti i dirigenti che già versavano all’INPDAI ed erano vicini alla pensione, e soprattutto i dirigenti già pensionati, sono rimasti nel fondo ex-Inpdai. Ne consegue che in questo fondo, non più alimentato dai versamenti “nuovi”, ci saranno sempre meno versanti e sempre più pensionati: il disavanzo è matematico, ed aumenterà ogni anno. Ma nessuno “conta” i dirigenti nuovi, che versano i contributi all'INPS. Tanto che proprio i revisori di quest'ente hanno censurato, come non corretto, questo modo di redigere i bilanci di settore. In conclusione: se avessimo potuto gestirci i nostri contributi senza interferenze esterne potremmo essere tuttora, ed abbondantemente, autosufficienti . Se non lo siamo non è certamente imputabile alla categoria. Concludendo, se è vero che le pensioni del dirigenti industria sono più alte rispetto a quelle di altri lavoratori, è vero anche che le responsabilità sono maggiori, che essi non hanno la tutela del posto di lavoro e comunque sulle retribuzioni che hanno poi prodotto quelle pensioni sono stati versati regolarmente e si continua a versare i contributi previdenziali (anche per Istituti per i quali i dirigenti non possono godere: come la mobilità e la cassa integrazione) e pagate le tasse fino all'ultimo centesimo. Mi auguro che i due sindacalisti leggano bene lo scritto affinchè possano essere in futuro meno approssimativi soprattutto quando parlano di argomenti tipo "Le pensioni del Dirigenti : altro che solidarietà". Maurizio Pini Presidente Federmanager Vicenza Giornale di Vicenza - 5 maggio 2009 © 2010 Maurizio Pini - Vietata la riproduzione dei materiali presenti sul sito
    umby Che DIO stramaledica i Banchieri i Bancari i Legislatori e tutti coloro che partecipano ed hanno partecipato a renderci schiavi delle Banche. Stramaledica anche tutti i politici che non hanno mosso un dito contro le banche per lenire il supplizio dei povereacci in mano a tutti gli Istituti bancari (Strozzini legalizzati). Che Dio li stramaledica e li colpisca negli affetti.
  • Categorie
  • Tag cloud
  • Mercati
  • News Finanziarie
    Aci, Pra e Motorizzazione:

    Aci, Pra e Motorizzazione: documenti diversi per tartassare il contribuente

    Oggi 14:36Pra e libretto di circolazione: due documenti necessari per l'automobilista. Perché non si unificano i due documenti?
    Voli cancellati e vacanze

    Voli cancellati e vacanze annullate: class action contro Trawel Fly

    Oggi 14:35Centinaia di turisti rimasti a terra minacciano class action contro la Trawel Fly: ecco i voli a rischio cancellazione e

    D'Amico: Kepler Cheuvreux cambia il Target Price, rating inalterato

    Oggi 13:30Kepler Cheuvreux sul titolo D'Amico abbassa il Target Price a 0.70, con rating Buy
    Ecco le leggi del

    Ecco le leggi del protezionismo finanziario di Renzi, proteggeranno i soliti noti

    Oggi 13:23Le due norme sull'OPA obbligatoria al raggiungimento della soglia del 20% e la facoltà di emettere azioni con voto plurimo
    Giustizia italiana: una fogna,

    Giustizia italiana: una fogna, un disastro mondiale

    Oggi 11:59Il vice ministro dell'Economia parla della Giustizia italiana definendola un disastro e affermando che si utilizzano risorse per non ottenere
  • Blog Finanziari
  • Links amici
  • Archivi
  •  
  •