Giovedì 31 Luglio 2014 , Ore 3:19
 
 

Obbligazioni Banca IMI Tasso variabile con minimo garantito 3,25% al 2017, quotazioni alla pari

Obbligazioni Tasso variabile con minimo garantito al 3,25%, isin  XS0789997649 e IT0004826449, non penalizzano l'investitore e possono in caso di rialzo dei tassi rivalutarsi

banche, Economia Italiana, obbligazioni
05 maggio 2013, ore 21:26
10 commenti

Intesasanpaolo1Visto il taglio dei tassi effettuati dalla BCE, si può pensare che il trend a scendere dei rendimenti obbligazionari proseguirà ancora per un pò di tempo.

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Per questo motivo, crediamo che le poche opportunità rimaste all’investitore per acquisire un’obbligazione che quoti attorno alla pari sia da ricercare tra le obbligazioni tasso variabile, decisamente penalizzate dalle performance vicine allo zero dei loro sottostanti.

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Siamo quindi andati a cercare emissioni obbligazionarie a tasso variabile ma che garantiscano tramite il Floor, un rendimento minimo garantito che non penalizzi l’investitore.

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In quest’ottica vorremmo sottolineare due obbligazioni bancarie con emittente Banca IMI, che presentano le stesse caratteristiche, con variazioni molto “leggere” a livello di date di scadenza e di quotazioni.

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Passiamo quindi ad elencare le caratteristiche salienti delle due Obbligazioni IMI :

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A) Emittente : Banca IMI

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Denominazione : BANCA IMI – CMS FLOOR 29.06.2017 EUR

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Rating Emissione : BBB+

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Isin : XS0789997649

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Tipo obbligazione : Senior

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Ammontare complessivo emesso : 7.441.000 euro

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Prezzo di collocamento : 100

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Divisa di emissione : Euro

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Lotto minimo di contrattazione : 1.000 Eur

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Data di godimento : 29/06/2012

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Data di scadenza : 29/06/2017

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Piano cedolare : Tasso Variabile, il titolo corrisponde cedole variabili pagate con frequenza annuale pari al valore nominalemoltiplicato per il Tasso Swap a 10 anni.

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Tasso minimo Garantito : Ogni cedola non potrà essere inferiore a 3.25% lordo annuo , del valore nominale su base annua

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Frequenza pagamento cedola : Annuale.

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Tipologia rimborso : In un’unica soluzione alla data di scadenza ad un prezzo pari al 100% del valore nominale

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Mercato di contrattazione : EuroTlx, Borsa del Lussemburgo

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Quotazione massima : 100,18

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Quotazione Minima : 88,02

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Quotazione del 03 Maggio 2013 : 100,40 Quantità 3.000 pezzi

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B) Emittente : Banca IMI

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Denominazione : BANCA IMI – CMS FLOOR 31.07.2017 EUR

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Rating Emissione : BBB+

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Isin : IT0004826449

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Tipo obbligazione : Senior

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Ammontare complessivo emesso : 10.126.000 euro

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Prezzo di collocamento : 100

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Divisa di emissione : Euro

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Lotto minimo di contrattazione : 1.000 Eur

.

Data di godimento : 31/07/2012

.

Data di scadenza : 31/07/2017

.

Piano cedolare : Tasso Variabile, il titolo corrisponde cedole variabili pagate con frequenza annuale pari al valore nominalemoltiplicato per il Tasso Swap a 10 anni.

.

Tasso minimo Garantito : Ogni cedola non potrà essere inferiore a 3.25% lordo annuo , del valore nominale su base annua

.

Frequenza pagamento cedola : Annuale.

.

Tipologia rimborso : In un’unica soluzione alla data di scadenza ad un prezzo pari al 100% del valore nominale

.

Mercato di contrattazione : EuroTlx

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Quotazione massima : 100,90

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Quotazione Minima : 92,56

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Quotazione del 03 Maggio 2013 : 100,27 Quantità 10.000 pezzi

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Come avete potuto notare si tratta di due prestiti speculari, persino il tasso minimo garantito risulta identico.

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Come simili sono i valori complessivi emessi, molto bassi che rendono quindi i prodotti poco liquidi, anche se nelle ultime sedute di contrattazione si sono visti comunque degli scambi anche se per quantitativi minimi.

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Il tasso minimo garantito al 3,25% lordo – 2,60% netto non è dei più allettanti ma attualmente copre l’investitore dal rischio inflazione e riesce a sovraperformare il rendimento dei conti deposito senza vincolo temporale.

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Teniamo buono il 2,6% netto come tasso di remunerazione visto che le ultime quotazioni si aggirano attorno alla parità.

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La vita residua dei prodotti pari a 4,2 anni non lascia molto spazio alla possibilità che i tassi salgano sino a oltrepassare il minimo garantito, comunque sia, i prodotti nel caso ciò avvenisse garantirebbero la flessibilità che un tasso fisso non garantirebbe, adeguandosi di conseguenza all’evoluzione dell’andamento dei tassi.

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Le obbligazioni, grazie al tasso minimo garantito e alle quotazioni attorno alla pari, possono quindi considerarsi quali alternative per poter mettersi al riparo da tassi troppo bassi e da un’eventualità di rialzo futuro degli stessi.

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Poi Ognuno……….

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Altre notizie su obbligazioni :

Obbligazioni General Electric 4,375% Peso messicano al 2015, per un euro svalutato

 

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Autore: Verdemoneta Chi é:

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10 Commenti

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  • # 1
    gentilissimo Verdemoneta ,la stimo tantissimo e leggo sempre quasi tutto ciò che scrive poiché mi interessa la sua opinione; la ringrazio per la sua meticolosa e puntuale ricerca Tiziana
  • # 2
    carissimo verdemoneta,cosa ne pensa di questa obbligazione dove ho investito il 30% del mio capitale? isin IT0001308508 su montepaschi scadenza 2029
  • # 3
    Originariamente inviato da tiziano
    carissimo verdemoneta,cosa ne pensa di questa obbligazione dove ho investito il 30% del mio capitale? isin IT0001308508 su montepaschi scadenza 2029
    Tiziano, Bona serata, L'isin che ha indicato, appartiene ad un'obbligazione MPS Step Down con premio a scadenza, ovvero un prestito con cedola a "scendere", nel caso specifico il tasso cedolare a partire dal 2009 sino alla scadenza del 2029 è pari a zero, per cui il titolo si può consideralo a questo punto alla stregua di uno zero coupon. Anche prendendo in considerazione il premio del 15% alla scadenza , e l'attuale quotazione a 87,9 a larghe linee il titolo dà un rendimento pari a 1,69% lordo annuo a scadenza, direi che per un emittente a "rischio" quale MPS, un rendimento "a scadenza" ovvero tra 16 anni di tale portata è penalizzante. Questo in quanto il tasso netto corrisponde ad un 1,35% netto a scadenza, per cui il 30% del suo capitale sta perdendo valore.
  • # 4
    carissimo verdemoneta, a me risulta tramite la mia piattaforma fineco un rendimento annuale del 5,32%. Temo ci sia un errore allora....... qualcosa che non mi è chiaro. Le allego tutti i dati dell'obbligazione. ISIN IT0001308508 Mercato MOT Cedola annuale 0,00% Frequenza cedola ANN. Tipo cedola STRUTTURATO Cedola in corso 0,00% Prossima cedola 15/02/2014 Rendimento annuo 5,32% Scadenza 15/02/2029 Rating n.d. Lotto minimo 1.000 o multipli Interessi : le obbligazioni fruttano interessi annui lordi pagabili posticipatamente il 15 febbraio di ogni anno: la prima cedola è pari al 10,5%, le cedole dalla seconda alla decima sono pari al 5%. Alla scadenza verra’ riconosciuto un importo a titolo di interesse pari al 115% del valore nominale. Godimento: 15 febbraio 1999 Scadenza: 15 febbraio 2029 (rimborso alla pari in unica soluzione alla scadenza) Data emissione 15/02/2009 Prezzo emissione 100,000 Prezzo rimborso 215,000 Prezzo Tel quel acquisto 83,38867 Prezzo Tel quel vendita 82,23867 Rateo interessi 0,00 (ACT/ACT) Rateo di disaggio (1) 24,30664 Ritenute Totali (2) 4,86133 Fattore correttivo 1,00 (1) Rateo di disaggio = (Prezzo di Rimborso - Prezzo di Emissione)*nu
  • # 5
    Originariamente inviato da TIZIANO
    carissimo verdemoneta, a me risulta tramite la mia piattaforma fineco un rendimento annuale del 5,32%. Temo ci sia un errore allora....... qualcosa che non mi è chiaro. Le allego tutti i dati dell'obbligazione. ISIN IT0001308508 Mercato MOT Cedola annuale 0,00% Frequenza cedola ANN. Tipo cedola STRUTTURATO Cedola in corso 0,00% Prossima cedola 15/02/2014 Rendimento annuo 5,32% Scadenza 15/02/2029 Rating n.d. Lotto minimo 1.000 o multipli Interessi : le obbligazioni fruttano interessi annui lordi pagabili posticipatamente il 15 febbraio di ogni anno: la prima cedola è pari al 10,5%, le cedole dalla seconda alla decima sono pari al 5%. Alla scadenza verra’ riconosciuto un importo a titolo di interesse pari al 115% del valore nominale. Godimento: 15 febbraio 1999 Scadenza: 15 febbraio 2029 (rimborso alla pari in unica soluzione alla scadenza) Data emissione 15/02/2009 Prezzo emissione 100,000 Prezzo rimborso 215,000 Prezzo Tel quel acquisto 83,38867 Prezzo Tel quel vendita 82,23867 Rateo interessi 0,00 (ACT/ACT) Rateo di disaggio (1) 24,30664 Ritenute Totali (2) 4,86133 Fattore correttivo 1,00 (1) Rateo di disaggio = (Prezzo di Rimborso - Prezzo di Emissione)*nu
    Tiziano buona serata, in effetti c'è un errore, nel regolamento del bond si parla di un "Premio a scadenza" pari a 115, io l'ho inteso come il 15% in più del nominale, ora invece dalla sua piattaforma si intende che il premio è del 115% per cui ha un ritorno a 215. Rifacendo i conti e pensando ad un acquisto ai prezzi sopra segnalati ovvero aggiungendo ai 115 di premio finale i 16 della quotazione sotto 100 arrivo ad un premio in conto capitale pari a 131 dividendo per i 16 anni rimanenti ne esce un rendimento medio annuo lordo di poco superiore all'8%. Il 5,32% segnalato dalla piattaforma probabilmente tiene conto di altri fattori "più sottili" come l'immobilizzazione del capitale, la lunghezza del debito, ecc,ecc,,,,,,,,,,anche se una differenza di poco inferiore al 3% mi sembra un pò elevata. Sta di fatto, che al contrario di quanto detto nella prima risposta, l'obbligazione presenta un rendimento di sicuro interesse, sempre che non si abbia bisogno di una parte del capitale sino alla scadenza, in quanto la maggior parte del premio è dato solo al termine del prestito, e non si consideri il rischio emittente.
  • # 6
    la ringrazio moltissimo per le delucidazioni che lei mi ha dato, l'unica cosa che mi lascia appunto perplesso oltre la durata è il rischio emittente. Secondo lei mps tra 16 anni esisterà ancora e se si sarà in grado di pagare il 215% del capitale investito dai sottoscrittori?
  • # 7
    Originariamente inviato da tiziano
    la ringrazio moltissimo per le delucidazioni che lei mi ha dato, l'unica cosa che mi lascia appunto perplesso oltre la durata è il rischio emittente. Secondo lei mps tra 16 anni esisterà ancora e se si sarà in grado di pagare il 215% del capitale investito dai sottoscrittori?
    Tiziano, sinceramente è già difficile capire cosa succederà tra poche ore, sedici anni non è proprio fattibile.........:-)
  • # 8
    scusi se la stresso sempre ma il suo aiuto è veramente prezioso................d' altronde questa è una materia talmente difficile................Volevo chiederle se è possibile scovare da qualche parte il rating di questa obbligazione isin IT0001308508 su montepaschi scadenza 2029. Nelle piattaforme trading viene semplicemente riportato N.D. grazie tiziano
  • # 9
    Originariamente inviato da tiziano
    scusi se la stresso sempre ma il suo aiuto è veramente prezioso................d' altronde questa è una materia talmente difficile................Volevo chiederle se è possibile scovare da qualche parte il rating di questa obbligazione isin IT0001308508 su montepaschi scadenza 2029. Nelle piattaforme trading viene semplicemente riportato N.D. grazie tiziano
    Tiziano, ho controllato sulla scha del prodotto ma non c'è nessuna indicazione, è possibile che non sia stata data nessuna valutazione.....come le dicevo in precedenza è molto difficile valutare un prestito così strutturato, con quell'emittente e quella durata........
  • # 10
  • Verdemoneta è il blog di
    Abramo Bodini
    Sono una persona semplice, che per passione si interessa da molti anni di economia e di finanza. Tratto spesso di obbligazioni, per ricercare occasioni di acquisto.
    Nell'esprimere le mie opinioni non faccio sconti, e non guardo in faccia nessuno., tantomeno quelli che decidono le sorti di questo paese, le sorti dell'economia, le sorti di una azienda, e dunque la sorte di molte persone.
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    Ferrario Rossano Buongiorno, le giro una nota del presidente di Federmanager di Vicenza, che aiuta a capire come sono andate effettivamente le cose (INPDAI fu costretto a confluire nell'INPS per salvare quest'ultimo.... e non il contrario come dice lei...). Dirigenti, non siamo ladri Prendo spunto da una lettera apparsa sul Giornale di Vicenza di domenica 28 aprile a firma di due sindacalisti della Cgil che prendono un grosso granchio: confondono dirigenti industria con dirigenti commercio ed elencano una serie di affermazioni sul’INPDAI che poco hanno a che vedere con i dirigenti di “Manageritalia” che hanno da sempre versato contributi previdenziali all’INPS. Mi fa piacere però cogliere questa occasione per spiegare una volta per tutte che i dirigenti industriali exINPDAI non hanno rubato a nessuno, e tanto meno all’INPS, le loro pensioni. Nella mia vita professionale ho imparato che bisogna raccogliere i dati e parlare con i fatti, perciò invito i due autorevoli sindacalisti della Cgil a informarsi bene sull’argomento INPDAI, “Manageritalia” e Federmanager per evitare di diffondere confusione. In questo periodo di crisi dovremmo essere coesi e fare squadra. La Cgil farebbe bene a sé stessa e a tutti i lavoratori che rappresenta se dimostrasse un maggiore senso di responsabilità nelle trattative con il Governo, anziché avere sempre una posizione negativa e poco propositiva. Ritornando sull'argomento INPDAI ricordo già che qualche anno fa l'allora Presidente dell'INPS Sassi e del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Lo Tito avevano precisato una volta per tutte come certe accuse fossero del tutto infondate e diffamatorie. L'ente pensionistico dei dirigenti industriali italiani (INPDAI) fu, di fatto, costretto a confluire nell’INPS. Quando nel 2003 ciò avvenne, l’NPDAI vantava, nei confronti dell’INPS, un credito di oltre 1.800 milioni di euro; apportò oltre tutto un patrimonio immobiliare valutato in oltre 3.350 milioni di euro. Tali importi sarebbero stati da soli più che sufficienti a coprire il disavanzo INPDAI per oltre un decennio. INPDAI, all'epoca, si trovava in crescente disavanzo, perché un terzo dei contributi versati dai dirigenti industriali veniva dirottato all'INPS, che se ne appropriava senza erogare alcun servizio alla dirigenza (erano intatti definiti “Oneri impropri”): si trattava di quasi 1.000 miliardi annui di lire. Inoltre, dagli anni '90, 1a Legge 68/1999 aveva deciso che i nuovi dirigenti dei settori industriali emergenti (informatico, logistico e simili: oltre il 20% del totale) avrebbero dovuto versare i contributi all’INPS, mentre i già pensionati sarebbero rimasti in carico all'INPDAI. Ancora: dal 1996 la dirigenza fu obbligata a versare all’INPS un "contributo di solidarietà" per 800 miliardi di lire; ed allo stesso modo, nel perìodo 1991-1993 la categorìa fa chiamata ad un prestito (non a caso detto “forzoso”) che solo di interessi ci costò quasi 200 miliardi di lire. Intorno al 2000 (Ministro di allora era Cesare Salvi) anche INPDAI fu costretta a vendere una parte del proprio patrimonio immobiliare agli inquilini magistrati, politici, sindacalisti, e a qualche dirigente a prezzi vicini al 60% del valore di mercato. Gli immobili infatti, prima della loro vendita, erano affittati a politici, sindacalisti, magistrati e altra crema del Paese, come ad esempio l'onorevole D'Alema che pagava un canone mensile inferiore a lire 200.000 per un appartamento con valore di mercato di oltre un milione (striscia la notizia). Piccolo dettaglio: gli immobili, quasi tutti di. pregio e svenduti per legge, avevano dei portinai che, sempre per legge, rimasero a carico di INPDAI (meditate gente, meditate). Le pensioni INPDAI - a differenza del dirigenti e dipendenti statali, del commercio e simili - hanno sempre avuto un “tetto” insuperabile; non erano certo quelle della dirigenza industriale le pensioni “d'oro” dell'epoca: semmai, i1 contrario. Infine, come è noto, i dirigenti industriali non hanno, per legge e per contratto, la garanzia del posto di lavoro; spesso senza lavoro intorno ai 50 anni (ormai “vecchi" per le aziende), per accedere alla pensione di anzianità non resta loro che pagarsi, attingendo ai propri risparmi i contributi volontari o fare il riscatto di 1aurea per il raggiungimento del minimo di anzianità. Crediamo che tutto questo spieghi assai bene come - evidentemente INPDAI desse “fastidio” e se ne fosse in qualche modo decretata, in alto loco, la sua “eutanasia”. Detto questo, l'enorme disavanzo (destinato a crescere) dell'ex fondo INPDAI, come di tutti gli altri ex fondi “spedali”, e come hanno chiarito gli esperti che abbiamo ricordato all'inizio, deriva dal fatto che dal 2003, con la soppressione anche dell'INPDAI, tutti i “nuovi” lavoratori che vengono nominati dirigenti, versano i contributi nel calderone INPS; mentre tutti i dirigenti che già versavano all’INPDAI ed erano vicini alla pensione, e soprattutto i dirigenti già pensionati, sono rimasti nel fondo ex-Inpdai. Ne consegue che in questo fondo, non più alimentato dai versamenti “nuovi”, ci saranno sempre meno versanti e sempre più pensionati: il disavanzo è matematico, ed aumenterà ogni anno. Ma nessuno “conta” i dirigenti nuovi, che versano i contributi all'INPS. Tanto che proprio i revisori di quest'ente hanno censurato, come non corretto, questo modo di redigere i bilanci di settore. In conclusione: se avessimo potuto gestirci i nostri contributi senza interferenze esterne potremmo essere tuttora, ed abbondantemente, autosufficienti . Se non lo siamo non è certamente imputabile alla categoria. Concludendo, se è vero che le pensioni del dirigenti industria sono più alte rispetto a quelle di altri lavoratori, è vero anche che le responsabilità sono maggiori, che essi non hanno la tutela del posto di lavoro e comunque sulle retribuzioni che hanno poi prodotto quelle pensioni sono stati versati regolarmente e si continua a versare i contributi previdenziali (anche per Istituti per i quali i dirigenti non possono godere: come la mobilità e la cassa integrazione) e pagate le tasse fino all'ultimo centesimo. Mi auguro che i due sindacalisti leggano bene lo scritto affinchè possano essere in futuro meno approssimativi soprattutto quando parlano di argomenti tipo "Le pensioni del Dirigenti : altro che solidarietà". Maurizio Pini Presidente Federmanager Vicenza Giornale di Vicenza - 5 maggio 2009 © 2010 Maurizio Pini - Vietata la riproduzione dei materiali presenti sul sito
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