Martedì 29 Luglio 2014 , Ore 4:36
 
 

Euro crisi – L’economia riparte a parole, i numeri sono chiari: non è ancora tempo.

Crisi economica, due scuole di pensiero una basata su parole e dichiarazioni, l'altra su numeri e fatti, a voi la scelta di quale seguire.

Nell’ultimo periodo sembra che finalmente si sia trovato il bandolo della matassa per sciogliere tutti i nodi che hanno portato ad un passo dall’implosione dell’Euro.

 

Se stasera la FED annunciasse nuovi stimoli per far ripartire l’economia americana, molti urlerebbero al miracolo e probabilmente vivremmo ancora qualche giornata di euforia.

 

Quello che non capiamo noi è cosa ci sia di diverso nelle economie europee oggi da quello di due mesi fà, non stiamo parlando di intenzioni, di dichiarazioni, di parole, stiamo chiedendo fatti.

 

Certo qualcuno potrebbe dire che da ieri c’è in funzione lo scudo anti spread, che il fondo salva stati è ufficialmente approvato e funzionante.

 

Ma è vero ? Qualcuno crede che anche queste non siano solo parole ? Se non abbiamo letto male i comunicati di ieri, l’alta corte tedesca pretende l’ approvazione prima che un qualsiasi acquisto di titoli da parte della BCE avvenga.

 

Solo questo dettaglio mette a rischio l’efficacia della piramide di sabbia costruita, i mercati agiscono prima che le cose capitino e di solito con una velocità impressionante,  l‘alta corte tedesca ci ha messo tre mesi per pronunciarsi.

 

Ma evidentemente questa è una sottigliezza che non vale la pena considerare, come non vale la pena considerare, che tutta la piramide creata può stare in piedi solo ed esclusivamente se il processo di integrazione fiscale e politica europea andasse in porto.

 

Ma con quali tempi ? Avete forse sentito parlarne ? Credete davvero che i politici siano d’accordo di farsi sottomettere ad una supervisione europea ?  Non scherziamo per favore, non siamo ridicoli nel chiudere occhi naso e orecchie.

 

Stiamo vivendo un momento di sana follia, dove ci stiamo convincendo che esistono ancora le bacchette magiche, che gli spread sono finalmente sotto controllo.

 

Molti stanno già mettendo mano al portafoglio, per riempirsi di nuovo di Titoli di Stato a lungo termine come consigliato dai soliti soloni nell’ultima settimana,  sembra di essere al mercato del pesce, “venghino siore e siori”, “comprate comprate è roba buona e fresca”.

 

Cosa ? Titoli di stato di paesi che non si reggono in piedi, oltretutto non più a breve termine dato che hanno un rendimento “normale”, ma i super rischiosi a lungo termine,  titoli spazzatura sino ad un mese fà che ora vengono rincorsi per paura di perdere l’occasione della vita, acquistarli mentre ancora danno un rendimento “interessante”.

 

Perché non li avete comprati due mesi fà, li portavate a casa in “saldo”, 10- 15 punti percentuali inferiori ad ogg, Cosa è cambiato ora ? Nulla, solo parole, dichiarazioni, intenzioni, ma fatti ? Zero, quello che eravamo lo siamo ancora,  anzi peggio, perché come detto giustamente ieri da alcuni economisti, da ieri l’economia dei paesi non dipenda più dai mercati, ma dai politici.

 

Siamo messi bene direi !!!

 

Non capiamo, attualmente vi sono due scuole di pensiero un legata alle parole l’altra ai fatti.

 

Un piccolo risparmiatore a chi deve dare retta ? Ai politici, alle loro dichiarazioni, alle loro parole o ai dati economici che vengono sbattuti in prima pagina tutti i giorni ?

 

Restringiamo il campo a noi italiani, a chi dobbiamo credere :

 

Al nostro premier che dice di vedere la luce in fondo al tunnel ?

 

Oppure anche solo ad uno dei seguenti numeri :  Debito pubblico pari a 1.967 miliardi di euro,  Inflazione ad agosto +3,2%,  Pil 2012 a -2,4%,Disoccupazione a 4,4 milioni di unità,  Consumi calati ai limiti di quelli registrati più di 50 anni fà.

 

Qualcuno vede in questi numeri una luce in fondo al tunnel ?  Come giustamente replicava un manager italiano, sinceramente non mi ricordo il nome, “Speriamo che quella luce non sia il fanale di un treno”.

 

L’impressione è quella, il problema è sempre lo stesso, vogliamo svegliarci o preferiamo dormire al caldo fino a che qualcuno non ci tolga la coperta ?  Non è un’imposizione, non è un invito, solo una scelta, vogliamo ascoltare ancora le promesse dei politici, ammirare i trucchi da illusionista di Mr Draghi ?

 

Bene allora corriamo ad acquistare Titoli di stato italiani e spagnoli a lungo termine, obbligazioni bancarie di istituti falliti o nazionalizzati.

 

Un esempio : Ieri sull’eurotlx le 5 migliori performance a livello di obbligazioni bancarie, con incrementi percentuali che variavano tra un +10% e un +8% erano inerenti obbligazioni Dexia.

 

In primavera, ci chiedevamo se avremmo mai rivisto almeno una piccola parte degli investimenti fatti in questo istituto, dopo che era stato smembrato in quanto praticamente fallito, qualcuno ha notizie in merito alla fine del salvataggio Dexia ? No perché non ve ne sono, posso ricordare che il meccanismo europeo di sorveglianza delle 6.000 banche continentali, se e quando verrà approvato, non entrerà in funzione prima di 4 anni ?

 

Su che base allora si sta speculando sulle obbligazioni Dexia, come su tutte le altre ? Semplice sulla base di parole, il concetto è quello che gli speculatori adorano in assoluto ; “Ha comprato lui che non capisce nulla, non devo comprare io che sono un genio ?”, questo concetto, vera e propria base per un’infinita catena di S. Antonio, ha provocato l’impoverimento di milioni di risparmiatori.

 

Poi ognuno è libero di fare quello che vuole, intendiamoci, ma almeno abbiate la decenza di non andare a vantarvi,  questo non è investire, è giocare, due cose diverse.

 

Per chi invece i numeri li legge, il discorso è diverso, contano i fatti non le parole, muoversi in questo momento in un senso o nell’altro non è auspicabile, troppo fumo negli occhi, nessun vero riferimento,  investire non è un gioco di un giorno, ma uno studio certosino, capire come evolverà la situazione oggi è solo un azzardo, non vi è ancora alcuna possibilità di farlo.

 

I mercati cominciano a perdere di nuovo lo smalto, stasera forse la FED ci regalerà ancora qualche giorno di sole.

 

Forse, perché qualcuno è già pronto a prendere il pretesto dei disordini scoppiati in Libia, per sventolare il pericolo di una recrudescenza di tali fatti con coinvolgimento degli Stati Uniti.

 

Ancora una volta una voce, parole, ipotesi, bastano e avanzano per cambiare il volto di mercati che non hanno più una logica finanziaria ma solo speculativa.

 

A quel punto cosa si inventeanno ancora i politici per riportare la situazione alla normalità ?  Politica e Finanza, mondi diversi che vanno d’accordo per speculare, non per gestire l’economia, fino a che non si risolverà questo conflitto di interesse, difficile vedere qualsiasi tipo di luce brillare per un tempo ragionevole.

 

Poi ognuno………….

 

Ulteriori post sull’argomento :

Mercati finanziari stop alla crisi, economia reale in recessione un rischioso paradosso.

Euro crisi, Trovata soluzione per salvare la moneta unica, forse……

Euro crisi – Agosto non pervenuto, Settembre prospettive e problemi.

Crisi Euro: Germania intransigente con la Grecia

Crisi euro – miglior consiglio per gli acquisti, non leggete i giornali e lasciate perdere

Crisi Euro – FMI e BCE all’assalto di Grecia e Investitori privati

 
 
Autore: Verdemoneta Chi é:

Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo!

Su Facebook
Ti piace l'articolo?


Ti piace InvestireOggi
Su Twitter
"Twittalo"


Resta Aggiornato
Su Google+
Promuovi l'articolo
Su Social IO
Condividi l'articolo

2 Commenti

Lascia un tuo commento +

Emoticons :-)  :D  :mrgreen:  :(  ;-)  :roll:  :mad:

  • Verdemoneta è il blog di
    Abramo Bodini
    Sono una persona semplice, che per passione si interessa da molti anni di economia e di finanza. Tratto spesso di obbligazioni, per ricercare occasioni di acquisto.
    Nell'esprimere le mie opinioni non faccio sconti, e non guardo in faccia nessuno., tantomeno quelli che decidono le sorti di questo paese, le sorti dell'economia, le sorti di una azienda, e dunque la sorte di molte persone.
    Benvenuti sul mio blog. :-)
  • DAGLI ALTRI BLOG

    Chart of the day
    Opinionidalmondo - 12 giorni fa
    Ftse-Mib
    Camiborsa - 16 giorni fa
    S&P-500
    Camiborsa - 2 giorni fa
    Atene
    Camiborsa - 19 giorni fa
  • COMMENTI & COMMENTATORI

    Rodolfo Hello to every , for the reason that I am actually keen of reading this web site's post to be updated on a regular basis. It contains pleasant stuff.
    Smitha2 is elocon a steroid cream dfeddeabdgdefdee
    ehis Avete bisogno di un prestito urgente da un creditore privato affidabile che ti concede il prestito senza stress? Se sì, allora siete nella giusta direzione. Email me via ehism94@yahoo.com
    mr berry smith Il mio nome è smith signor berry siamo leader prestito di che offriamo qualsiasi tipo prestito desiderato, con l'interesse del 2% di tutti che vogliamo che tu faccia per iniziare up con transazione fare stat up con la transazione è a inviarci vostri... Durata del prestito... Quantità necessaria... Paese... scopo del prestito... Telefono... Stipendio... Interesse... Dopo si sente tutti questa forma torni a noi via e-mail. E la nostra e-mail è grants.loanoffer@outlook.com
    Ferrario Rossano Buongiorno, le giro una nota del presidente di Federmanager di Vicenza, che aiuta a capire come sono andate effettivamente le cose (INPDAI fu costretto a confluire nell'INPS per salvare quest'ultimo.... e non il contrario come dice lei...). Dirigenti, non siamo ladri Prendo spunto da una lettera apparsa sul Giornale di Vicenza di domenica 28 aprile a firma di due sindacalisti della Cgil che prendono un grosso granchio: confondono dirigenti industria con dirigenti commercio ed elencano una serie di affermazioni sul’INPDAI che poco hanno a che vedere con i dirigenti di “Manageritalia” che hanno da sempre versato contributi previdenziali all’INPS. Mi fa piacere però cogliere questa occasione per spiegare una volta per tutte che i dirigenti industriali exINPDAI non hanno rubato a nessuno, e tanto meno all’INPS, le loro pensioni. Nella mia vita professionale ho imparato che bisogna raccogliere i dati e parlare con i fatti, perciò invito i due autorevoli sindacalisti della Cgil a informarsi bene sull’argomento INPDAI, “Manageritalia” e Federmanager per evitare di diffondere confusione. In questo periodo di crisi dovremmo essere coesi e fare squadra. La Cgil farebbe bene a sé stessa e a tutti i lavoratori che rappresenta se dimostrasse un maggiore senso di responsabilità nelle trattative con il Governo, anziché avere sempre una posizione negativa e poco propositiva. Ritornando sull'argomento INPDAI ricordo già che qualche anno fa l'allora Presidente dell'INPS Sassi e del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Lo Tito avevano precisato una volta per tutte come certe accuse fossero del tutto infondate e diffamatorie. L'ente pensionistico dei dirigenti industriali italiani (INPDAI) fu, di fatto, costretto a confluire nell’INPS. Quando nel 2003 ciò avvenne, l’NPDAI vantava, nei confronti dell’INPS, un credito di oltre 1.800 milioni di euro; apportò oltre tutto un patrimonio immobiliare valutato in oltre 3.350 milioni di euro. Tali importi sarebbero stati da soli più che sufficienti a coprire il disavanzo INPDAI per oltre un decennio. INPDAI, all'epoca, si trovava in crescente disavanzo, perché un terzo dei contributi versati dai dirigenti industriali veniva dirottato all'INPS, che se ne appropriava senza erogare alcun servizio alla dirigenza (erano intatti definiti “Oneri impropri”): si trattava di quasi 1.000 miliardi annui di lire. Inoltre, dagli anni '90, 1a Legge 68/1999 aveva deciso che i nuovi dirigenti dei settori industriali emergenti (informatico, logistico e simili: oltre il 20% del totale) avrebbero dovuto versare i contributi all’INPS, mentre i già pensionati sarebbero rimasti in carico all'INPDAI. Ancora: dal 1996 la dirigenza fu obbligata a versare all’INPS un "contributo di solidarietà" per 800 miliardi di lire; ed allo stesso modo, nel perìodo 1991-1993 la categorìa fa chiamata ad un prestito (non a caso detto “forzoso”) che solo di interessi ci costò quasi 200 miliardi di lire. Intorno al 2000 (Ministro di allora era Cesare Salvi) anche INPDAI fu costretta a vendere una parte del proprio patrimonio immobiliare agli inquilini magistrati, politici, sindacalisti, e a qualche dirigente a prezzi vicini al 60% del valore di mercato. Gli immobili infatti, prima della loro vendita, erano affittati a politici, sindacalisti, magistrati e altra crema del Paese, come ad esempio l'onorevole D'Alema che pagava un canone mensile inferiore a lire 200.000 per un appartamento con valore di mercato di oltre un milione (striscia la notizia). Piccolo dettaglio: gli immobili, quasi tutti di. pregio e svenduti per legge, avevano dei portinai che, sempre per legge, rimasero a carico di INPDAI (meditate gente, meditate). Le pensioni INPDAI - a differenza del dirigenti e dipendenti statali, del commercio e simili - hanno sempre avuto un “tetto” insuperabile; non erano certo quelle della dirigenza industriale le pensioni “d'oro” dell'epoca: semmai, i1 contrario. Infine, come è noto, i dirigenti industriali non hanno, per legge e per contratto, la garanzia del posto di lavoro; spesso senza lavoro intorno ai 50 anni (ormai “vecchi" per le aziende), per accedere alla pensione di anzianità non resta loro che pagarsi, attingendo ai propri risparmi i contributi volontari o fare il riscatto di 1aurea per il raggiungimento del minimo di anzianità. Crediamo che tutto questo spieghi assai bene come - evidentemente INPDAI desse “fastidio” e se ne fosse in qualche modo decretata, in alto loco, la sua “eutanasia”. Detto questo, l'enorme disavanzo (destinato a crescere) dell'ex fondo INPDAI, come di tutti gli altri ex fondi “spedali”, e come hanno chiarito gli esperti che abbiamo ricordato all'inizio, deriva dal fatto che dal 2003, con la soppressione anche dell'INPDAI, tutti i “nuovi” lavoratori che vengono nominati dirigenti, versano i contributi nel calderone INPS; mentre tutti i dirigenti che già versavano all’INPDAI ed erano vicini alla pensione, e soprattutto i dirigenti già pensionati, sono rimasti nel fondo ex-Inpdai. Ne consegue che in questo fondo, non più alimentato dai versamenti “nuovi”, ci saranno sempre meno versanti e sempre più pensionati: il disavanzo è matematico, ed aumenterà ogni anno. Ma nessuno “conta” i dirigenti nuovi, che versano i contributi all'INPS. Tanto che proprio i revisori di quest'ente hanno censurato, come non corretto, questo modo di redigere i bilanci di settore. In conclusione: se avessimo potuto gestirci i nostri contributi senza interferenze esterne potremmo essere tuttora, ed abbondantemente, autosufficienti . Se non lo siamo non è certamente imputabile alla categoria. Concludendo, se è vero che le pensioni del dirigenti industria sono più alte rispetto a quelle di altri lavoratori, è vero anche che le responsabilità sono maggiori, che essi non hanno la tutela del posto di lavoro e comunque sulle retribuzioni che hanno poi prodotto quelle pensioni sono stati versati regolarmente e si continua a versare i contributi previdenziali (anche per Istituti per i quali i dirigenti non possono godere: come la mobilità e la cassa integrazione) e pagate le tasse fino all'ultimo centesimo. Mi auguro che i due sindacalisti leggano bene lo scritto affinchè possano essere in futuro meno approssimativi soprattutto quando parlano di argomenti tipo "Le pensioni del Dirigenti : altro che solidarietà". Maurizio Pini Presidente Federmanager Vicenza Giornale di Vicenza - 5 maggio 2009 © 2010 Maurizio Pini - Vietata la riproduzione dei materiali presenti sul sito
  • Categorie
  • Tag cloud
  • Mercati
  • News Finanziarie

    Pensioni: ecco gli emendamenti approvati nel decreto. Cambiamento positivo

    Ieri 17:26Ecco alcuni cambiamenti portati dagli emendamenti votati nel decreto sulle pensioni: chiudere la questione Quota 96 diventa essenziale.

    Sogefi: Banca Imi abbassa il Target Price, rating inalterato

    Ieri 17:14Banca Imi sul titolo Sogefi abbassa il Target Price a 4.23, con rating Buy
    Regione Sicilia, truffa: a

    Regione Sicilia, truffa: a Nomura sequestrati 104,5 milioni di euro

    Ieri 16:41Truffa ai danni della Regione Sicilia da parte di una banca d'affari: sequestrati dalle Fiamme Gialle 104,5 milioni di euro.
    In Svezia cresce la

    In Svezia cresce la paura per il debito privato. Il taglio dei tassi è stato un errore?

    Ieri 13:19Cresce l'indebitamento privato delle famiglie svedesi a giugno. Le esposizioni sono eccessive e le banche iniziano a temere un collasso

    Amplifon: Bernstein alza il Target Price, rating inalterato

    Ieri 12:39Bernstein sul titolo Amplifon alza il Target Price a 4.50
  • Blog Finanziari
  • Links amici
  • Archivi
  •  
  •