Default Ungheria rischio reale, stop prestito FMI se governo viola trattati UE
Ungheria dopo l' Inghilterra, un altro pezzo d' Europa potrebbe uscire dall' unione, ancora più drammaticamente, visto che qui si gioca la democrazia di un intero popolo, riuscirà l' Unione Europea a far desistere i politici ? I mercati quanto aspetteranno prima di reagire ?
Donne e motori gioie e dolori, un vecchio detto che potrebbe rappresentare la parafrasi finanziaria dell’ Ungheria, bellissime donne ma uno stato che potrebbe mandarci di traverso il panettone.
Lo stato di dissesto finanziario in cui versa l’ economia Ungherese, è noto a tutti, dato che più di un anno fà, fu proprio uno dei suoi ministri a renderlo pubblico, subito smentito e messo a tacere.
Non è stato invece possibile mettere a tacere, le case di rating che nell’ ultimo periodo hanno più volte declassato il debito ungherese, sino a ridurlo a junk (spazzatura) proprio oggi.
Purtroppo, come accadde per la Grecia, i membri UE han rifatto lo stesso errore, in mancanza di una denuncia ufficiale hanno fatto orecchie da mercante, ora potrebbero ritrovarsi con un altro cerino acceso in mano
Il problema Ungheria, prima o poi doveva uscire, solo che ora sta rischiando di deflagrare, visto le posizioni insostenibili che stanno prendendo le sue autorità politiche.
Purtroppo in Ungheria, non si sta assistendo solo ad una crisi economica, ma piuttosto a duna crisi politica che rischia di dar vita ad una vera e propria dittatura.
Sembra strano parlare di regimi dittatoriali appena fuori dal centro dell’ Europa, ma la situazione ungherese rischia realmente di travolgere oltre a se stessa anche l’ Unione Europea.
La maggioranza attualmente al governo, sta cercando tramite una serie di leggi, di delegittimare l’ indipendenza della banca centrale ungherese e di sovvertire le leggi giuridiche, mandando in pensione anticipatamente le attuali toghe per sostituirle con altre più ”malleabili”.
In queste ora la Commissione Europea, il FMI e la BCE, stanno seguendo con viva preoccupazione l’ evolversi della situazione, visto che dalle notizie che giungono, si ha la netta impressione che all’ interno dello stato magiaro si sia persa ogni cognizione della realtà.
Tanto, che gli organismi finanziari europei, potrebbero decidere, a fronte della violazione dei principi dei Trattati di Maastricht e della Carta europea, da parte dell’ Ungheria, lo stop alla concessione di crediti chiesti al Fmi, per un importo compreso tra i 15 e i 20 miliardi di dollari.
Denaro senza il quale difficilmente si potrà evitare il Default Ungheria, inutile dire, come in tal caso potrebbero riprendere corpo le possibilità di un contagio ad altri Paesi membri dell’Unione europea, sia nell’Europa centrale che in quella centro-orientale.
Tutto questo, potrebbe spazzare via, i vani tentativi effettuati sino ad oggi per riportare un po’ di tranquillità sui mercati finanziari, mettendo ancora più a rischio al stabilità monetaria dell’ Unione Europea.
Ma cosa sta succedendo di così grave in Ungheria ?
In un progetto di legge in via di approvazione, al governatore della Magyar Nemzeti Bank, Mnb, la Banca centrale, verrebbe tolta la possibilità di scegliere i suoi due vice, affidandola invece al capo del governo.
Inoltre, i membri del Consiglio monetario della Mnb, che si riunisce ogni mese per decidere della politica dei tassi, verrebbe allargato da sette a nove membri, con l’aumento a sei dei membri esterni nominati dal Parlamento.
Infine, il progetto di legge prevede la fusione della Banca centrale con l’autorità di supervisione delle istituzioni finanziarie Pszaf, in mano a fedelissimi del premier.
In poche parole la Banca centrale Ungherese, agirebbe sotto la dittatura del partito al governo.
La Commissione europea, si è detta preoccupata delle intenzioni del governo ungherese di ” far passare leggi che potrebbero potenzialmente diminuire l’ indipendenza della Banca centrale”.
Il Fondo monetario internazionale, ha avvertito che sta “esaminando attentamente le proposte di legge relative alla Banca centrale, e un’erosione della sua indipendenza sarebbe grande motivo d’inquietudine”.
La Bce, si è così espressa “i progetti di legge del partito di Orban, potrebbero servire a influenzare il processo di decisione a detrimento dell’ indipendenza della Banca centrale”.
Inoltre ricorda come “le ultime versioni di questi progetti non sono state accompagnate o precedute da consultazioni con noi”.
Se a questo aggiungiamo che alla fine della settimana scorsa, la missione di Unione europea e Fondo monetario ha lasciato il paese, interrompendo di fatto il negoziato sui crediti, e affermando come :
“il governo non ci ha segnalato alcuna intenzione di cambiare nella sua intenzione di spingere per l’adozione di una legge controversa sulla Banca centrale”.
La frittata sembra belle che servita, purtroppo, si teme una violazione pesante dell’articolo 16 del Trattato dell’Unione europea, il quale prescrive l’indipendenza del potere giudiziario nei Paesi membri.
La Commissione, in una lettera al ministro della Giustizia ungherese, esprime “gravi preoccupazioni dal punto di vista del diritto europeo e della sorte della democrazia ungherese”.
Il grosso problema che ritorna ciclicamente, è che non si può far finta di nulla per anni, per poi svegliarsi quando la situazione è già compromessa, pretendendo da chi per anni ha fatto di tutto di più che rinsavisca alla prima bacchettata della UE.
Soprattutto se alle parole, come al solito non seguano fatti reali, non si può continuare a correr dietro ad un caso alla volta, bisogna fermarsi e chiudere bene il recinto punto e stop.
Lo si doveva fare già nel 2009 con le banche invece si è preferito nazionalizzarle, lo si doveva fare subito con la Grecia, ma il tira e molla sta continuando ancora oggi.
Lo si doveva fare con L’ Inghilterra, non limitandosi a non dargli al mano ma chiedendo di scegliere dentro o fuori, giusto o sbagliato che sia.
Ora arriva l’ Ungheria, e qui le preoccupazioni aumentano, non sembra fattibile che il governo faccia marcia indietro, come non sembra possibile dopo tutte le sfuriate sulla fisclaità europea, sull’ importanza di tenere i conti in ordine, che l’ unione possa tollerare l’ atteggimeto magiaro.
Ma no è neppure fattibile, per gli investitori, continuare ad operare se non si sa tra due giorni quanti stati saranno ancora in piedi e quanti no, per quanti dovremmo pagare il sostentamento.
Parlano di crisi del credito, per poi allagare i mercati regalando denaro a istituti che stanno parcheggiando il proprio capitale proprio in casa BCE e non lo utilizzano per i prestiti alle imprese, ma di cosa stanno parlando ?
Sono tanto presi a sparar stupidate, a correr dietro ai fantasmi, da non accorgersi neppure che la loro dabbenaggine ha rinforzato le posizioni di regimi totalitari, di partiti populisti, che proprio dall’ incertezza traggono forza e rischiano di far tornare l’ Europa agli anni 30-40.
Quanto impiegheranno i mercati a “sentire” il problema Ungheria ? Dipende da quanta voglia hanno di annullare l’ ultima possibilità dell’ anno per far cassa e raddrizzare qualche posizione.
Dopo, quasi d’ incanto anche loro, come le autorità europee faranno finta di cadere dalle nuvole, scoprendo l’ ennesimo pericolo di default di uno stato dell’ area UE.
La finanza, ha imparato le leggi dell’ economia, la sua ciclicità, purtroppo sta esagerando con i ritmi, non può pretendere di aprire un ciclo e poi chiuderlo in meno di una settimana, replicando lo schema per anni, le risorse prima o poi si esauriscono, anche quelle della BCE.
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3 Commenti
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mauro
3 gennaio 2012, ore 21:34:39
Per adesso c’è l’Ungheria…E gli altri stati morti di fame come la Lettonia/Lituania/Estonia?Tanto per citarne alcune.messe assieme hanno quasi lo stesso PIL della provincia di Vicenza.Temo che l’elenco sicuramente si allungherà.Per fare gli Stati Uniti ci sono voluti 300 anni.Noi abbiamo compiuto il miracolo facendo L’Europa in poco piu’ di 50 anni.Peccato che qualcuno si dimentichi sempre di dire che mancano gli Europei.
Mauro, siamo completamente allineati, non vedo come possano sopravvivere con economie praticamente inesistenti, a parte alcuni che hanno giacimenti di materie prime nel sottosuolo…….
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L'Autore
Una persona semplice, a cui piace osservare le situazioni a 360°, per coglierne tutte le sfumature, capire realmente cosa ci sta accadendo, esserne coscienti e prendere la decisione più opportuna. -
Buona Navigazione del Blog - Abramo B.
3 Commenti
Per adesso c’è l’Ungheria…E gli altri stati morti di fame come la Lettonia/Lituania/Estonia?Tanto per citarne alcune.messe assieme hanno quasi lo stesso PIL della provincia di Vicenza.Temo che l’elenco sicuramente si allungherà.Per fare gli Stati Uniti ci sono voluti 300 anni.Noi abbiamo compiuto il miracolo facendo L’Europa in poco piu’ di 50 anni.Peccato che qualcuno si dimentichi sempre di dire che mancano gli Europei.
Mauro, siamo completamente allineati, non vedo come possano sopravvivere con economie praticamente inesistenti, a parte alcuni che hanno giacimenti di materie prime nel sottosuolo…….