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BOT, Conto Deposito, Obbligazioni dove investire?

BOT, Conto Deposito, Obbligazioni, le nuove tassazioni imposte nella manovra economica rendono la scelta ancor più problematica, proviamo a comparare i tre strumenti e a vedere se oltre al rendimento ci sono altri parametri determinanti per scegliere il prodotto in cui investire.

2 ottobre 2011 , ore 21:52 - 7 Commenti

Alla luce delle ultime novità fiscali, dell’ impennata dell’ inflazione, del calo del risparmio delle famiglie italiane, sembra rendersi necessaria una riflessione su quali sono i prodotti “base” su cui investono i risparmiatori.

I problemi, i parametri da tenere in considerazione, per questa ampia fascia di investitori in ottica 2012, stanno rendendo ardua la scelta di dove investire i pochi risparmi accumulati con fatica.

É da quest’ ultima considerazione, che è nata l’ idea di questo post e probabilmente di altri che seguiranno, nella speranza che i bloggers, possano continuare la propria battaglia di denuncia dei soprusi politico economici che stanno scuotendo il nostro paese.

Ma entriamo nel vivo delle considerazioni :

Parliamo di investimenti di breve periodo, visto che chi investe il frutto del proprio lavoro, di cui potrebbe aver bisogno per necessità quotidiane, più che preferire è quasi obbligato a indirizzarsi su questi prodotti.

Prendiamo come spunto tre prodotti finanziari diversi tra loro ma conosciuti dall’ investitore non professionista :

Titoli di stato Italiani, Conto Deposito, Obbligazioni.

Diamo ora un’ occhiata ai tre prodotti sopracitati singolarmente :

BOT 12 Mesi, Ultima emissione del 15 Set 11 Rendimento 4.153%.

La prima considerazione è quella di annoverare questo strumento come “sicuro”, visto la sua duration relativamente breve, questo non tanto per le prospettive italiane, ma per i tempi che contraddistinguono le decisioni prese dagli organismi internazionali nei confronti del debito pubblico di uno stato.

In poche parole se la Grecia a quasi due anni dallo scoppio della crisi del debito è ancora solvente, possiamo immaginare che anche l’ Italia tra un anno lo sia, anche se i dubbi restano.

I BOT, sono uno tra gli strumenti più conosciuti e “amati” dai risparmiatori italiani, questo in quanto hanno una struttura molto semplice e sono garantiti dallo stato stesso.

L’ ultima emissione del 15 Set 11 ha garantito un rendimento annuo lordo pari al 4,153, questo in quanto i Titoli di Stato italiano stanno perdendo appeal presso gli investitori, causa  l’ inconcludenza della politica economica italiana.

Punti di forza dei BOT per il prossimo periodo, sono la tassazione che rimarrà al 12,5%, gli interessi pagati anticipatamente alla sottoscrizione.

Punti deboli : Commissioni applicate dagli istituti finanziari, Richiesta anticipata di rimborso, in questo secondo caso, l’ investitore è costretto a mettersi nelle mani del mercato, per cui non vi è sicurezza di riavere in toto il capitale investito, Politica economica adottata dai politici.

Conto Deposito WeBank 12 Mesi Rendimento 4.30%

I conti deposito, soprattutto delle banche on-line, sono strumenti finanziari che stanno prendendo sempre più piede.

Offrono infatti parecchi vantaggi : alcuni di essi non vincolano il capitale ad un periodo temporale, il rendimento è ormai simile a quello di un BOT, nessuna spesa di sottoscrizione, nessun costo per Deposito titoli, La tassazione attuale del 27% si ridurrà a partire dal 01 Gen 11 al 20%.

L’ ultima offerta effettuata da Webank ai suoi correntisti e/o a chi ha intenzione di aprire un conto presso questo istituto, per quanto riguarda questo tipo di strumento si riassume nella dicitura in grassetto sopra riportata.

Punti di forza : il conto deposito Non ha costì, Non rientra nel deposito titoli, Nessuna spesa di sottoscrizione del prodotto, possibilità di riscattare in qualsiasi momento il capitale integralmente o parzialmente senza penalizzazioni sullo stesso, pagamento nel caso di riscatto anticipato di un interesse pari al tasso BCE, 1,5% + uno spread pari a 0.1%, importo minimo di investimento.

Punto debole : Tassazione rendite finanziarie pari al 20% a partire dal 01 Gen 11.

Obbligazione IntesaSanPaolo TV Euribor 6 mesi +3.21% :

Qui il discorso sul rapporto Rendimento/Rischio sarebbe lungo e complicato, tappiamoci il naso e continuiamo a credere che IntesaSanPaolo sia un istituto indipendente e come dice il suo amministratore delegato con solide basi.

La proposta attualmente in collocamento sino al 05 Ott 11, è la seguente :

Obbligazione Banca Imi Tasso variabile scadenza 31/12/2013  -  Codice Isin IT0004764541

Durata: 26mesi Lotto minimo acquistabile pari a € 1.000,00

Rendimento : Tasso Euribor a 6 mesi+3.21% con minimo garantito pari al 4,40%

Attuale quotazione dell’ Euribor a 6 mesi 1,75 –> Rendimento attuale del titolo pari a 4,96%

Punti di Forza : Il rendimento minimo garantito e quello attuale “virtualmente” vicino al 5%, lotto minimo € 1.000.

Punti di debolezza : Il coinvolgimento dell’ emittente nella spirale del debito Italiano, la durata, la tassazione delle rendite finanziarie dal 01 Gen 2012 al 20%, il costo del deposito titoli, la valutazione del titolo una volta posto sul mercato, potrebbe penalizzare l’ investitore nel caso di necessità di un rimborso del capitale anticipato.

Cerchiamo ora di stilare la personale classifica di questi tre prodotti, analizzando i punti salienti che possono portare l’ investitore alla scelta di un prodotto rispetto ad un altro :

Rendimento lordo senza tener conto delle varie tassazioni :

1) Obbligazione IntesaSanPaolo Tasso variabile

2) Conto Deposito WeBank 12 Mesi

3) BOT 12 Mesi.

Fino a qui nulla di strano, almeno per chi considera lo stato italiano come un emittente più sicura di una singola banca, se poi questa affermazione sia corretta ognuno di noi ha il proprio convincimento.

Altra precisazione doverosa, l’ Obbligazione di IntesaSanPaolo, ha un rendimento maggiore per alcuni motivi :

La lunghezza più che doppia della durata dell’ investimento

L’ impossibilità di offrire un rendimento in linea con i rendimenti di Titoli di stato e conti deposito, che porterebbe IntesaSanPaolo fuori dal mercato.

La necessità di questo istituto finanziario di rastrellare liquidità, non per nulla ha scelto un lotto minimo di € 1000, mentre nella normalità delle cose emette obbligazioni con taglio minimo € 50.000.

Diciamo che il copione non cambia, quando le cose vanno bene, ci si rivolge esclusivamente all’ investitore istituzionale lasciando al risparmiatore le briciole e neppure quelle.

Nel momento in cui le situazioni degradano allora ci si ricorda che esistiamo anche noi, per cui ci fanno il favore , a dir loro, di emettere obbligazioni acquisibili da tutti.

Tassazione Rendite finanziarie 2012 :

1) BOT 12 Mesi (12,5%)

2) Obbligazione IntesaSanPaolo Tasso variabile – Conto Deposito WeBank 12 Mesi (20%)

Secondo quanto contenuto nell’ ultima manovra economica, inerente l’ armonizzazione della tassazione inerente le rendite finanziarie, dei tre prodotti presi in considerazione, i titoli di stato verranno tassati al 12,5% mentre gli altri due prodotti al 20%.

Costo deposito titoli 2012 :

1) Conto Deposito WeBank 12 Mesi

2) BOT 12 Mesi – Obbligazione IntesaSanPaolo Tasso variabile.

Altra novità contenuta nella manovra finanziaria 2011, che ha decuplicato il costo del deposito titoli.

Anno 2012 costi deposito titoli :

Da zero sino a € 50.000 euro, rimane a € 34,20  -  Depositi con capitale da 50 a 150 mila euro, costo deposito € 70

Deposti con capitale da 150 a 500 mila euro, costo deposito € 240

Da qui ci si rende conto quanto può variare il rendimento netto di un investimento,  per un risparmiatore che rischia di “sforare” nella fascia superiore.

In questo caso, il conto deposito può risultare l’ arma vincente, per ottenere un rendimento del capitale senza un effetto controproducente dovuto all’ innalzamento dei costi causa gabelle fiscali.

In base a questi tre elementi andiamo ora a stilare la classifica del rendimento netto, attualmente prevedibile, dei tre investimenti considerati per un investimento di € 10.000 :

Prima ipotesi investitore che non super i 50.000 di capitale investito :

1) Obbligazione IntesaSanPaolo Tasso variabile → 3,91%

2) BOT 12 Mesi → 3,56%

3) Conto Deposito WeBank 12 Mesi –> 3,44%

Seconda ipotesi investitore con 60.000 di capitale investito :

1) Obbligazione IntesaSanPaolo Tasso variabile –> 3,85%

2) BOT 12 Mesi –> 3,51%

3) Conto Deposito WeBank 12 Mesi –> 3,44%

Terza ipotesi investitore con 160.000 di capitale investito :

1) Obbligazione IntesaSanPaolo Tasso variabile –> 3,81%

2) BOT 12 Mesi –> 3,48 %

3) Conto Deposito WeBank 12 Mesi –> 3,44%

Da questi calcoli, il titolo che rende di più risulta essere l’ obbligazione di IntesaSanPaolo, normale, visto la differenza attuale tra il suo rendimento lordo e quello degli altri due strumenti finanziari comparati.

Anche se bisogna tenere conto di parametri “pesanti” a suo sfavore, il periodo di investimento risulta essere più del doppio degli altri; il rischio mercato, l’ investitore non è sicuro di poter avere a disposizione il capitale originale; il rischio dello strumento, che senza dubbio è il più elevato tra i tre.

Certo questi numeri lasciano comunque spazio a parecchie considerazioni :

Al contrario di quel che si poteva pensare all’ inizio, sembra che a fruire di vantaggi maggiori investendo nei conti Deposito siano gli investitori che hanno un capitale maggiore.

Questo effetto è dovuto dall’ aumento spropositato del costo del deposito titoli.

Tale impatto è stato calcolato in proporzione ai 10.000 euro da investire, questo vuol dire che tale impatto si verificherà anche sulla restante quota del capitale investito, per cui l’ aggravio risulterà ancora più “pesante”.

Da qui, la convinzione che l’ aumento  di questo costo, così come è stato strutturato, costringerà gli investitori ad una attenzione nel non oltrepassare determinati valori nominali di capitale investito, se non nel caso di quantitativi cospicui che rendano assorbibile la maggior tassazione.

Questo aspetto e quello che verrà poi, danno il meritato risalto all’ ignoranza matematica dei politici, che porterà il tesoro ad aver meno introiti di quelli sperati.

Si può notare, come i BOT che godranno della vecchia tassazione del 12,5% non tengono il passo, né dell’ obbligazione di IntesaSanPaolo, né del Conto Deposito Webank, entrambi tassati al 20%.

Anche se in valori assoluti il BOT risulta di qualche decimo più performante del Conto deposito Weebank, non dà le stesse possibilità di avere il capitale investito disponibile in ogni momento e in tutto il suo valore.

Aspetto fondamentale per chi può investire solo pochi euro mantenendo la possibilità di usufruirne in caso di necessità.

Se chi ha introdotto l’ armonizzazione fiscale sulle rendite finanziarie, voleva portare i risparmiatori a preferire i titoli di stato ad altri strumenti finanziari, è meglio che cambi lavoro visto che risultano in assoluto i meno appetibili.

Tutto questo, senza neppur dover far risaltare, come il tasso elevato dei BOT, sia dovuto alla crisi di sfiducia dei mercati, verso la diminuzione del debito pubblico italiano, con rischio di svalutazione dei titoli di stato italiani.

Alla luce di tutto questo, sembra proprio che sul gradino più basso del podio si possano mettere i titoli di stato, mentre a contendersi quello più alto rimangono le Obbligazioni e il conto deposito.

La scelta tra i due, va effettuata individualmente, tenendo conto delle proprie necessità e del quantitativo di capitale giacente nel deposito titoli.

Ricordiamo, che gli strumenti finanziari scelti, non sono certo gli unici sul mercato nel loro settore, per cui gli schemi ed i calcoli sopra riportati, sono esclusivamente a carattere informativo.

Sono graditissimi commenti e integrazioni alle considerazioni fatte.

Poi ognuno………….

 
 
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7 Commenti

  • # 1
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    @andato63
    Quando hai tempo scrivi qualcosa su Dexia. O è l’occasione dell’anno o si prepara qualcosa di molto, molto brutto…
    P.S. io sono dentro con 20k su marzo 2012

  • # 2
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    @ Giovanni:
    Io sono entrato oggi su Ottobre 2011 a 97,99 con 6k adesso segna 92.
    Sono anche dentro novembre e dicembre con 18k per scadenza

  • # 3
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    Mi stò domandando che cosa succederà a chi ha dato fiducia a Dexia comprando le sue obbligazioni visto che nel suo sito continua a dire “investi sul futuro dell’Italia”. Forse loro investono in un futuro che non c’è…. pensavo che fosse solo il nostro Presidente con il suo staff che aveva ancora un futuro per l’Italia, invece mi accorgo che tanta “brava gente”, con questa scusa stà portando via i risparmi alle famiglie, infatti mi ricordo che le obbligazioni Dexia fino a qualche mese fà avevano un rischio minimo/limitato, oggi hanno un rischio elevato anche per scadenze brevi… Cosa può succedere a chi rimarra con questi cerini accesi visto che la parte italiana crediop sembra e ripetto sembra dovrebbe far parte della bad bank?
    Forse i soldi italiani non hanno lo stesso valore dei Belgi e dei Francesi?
    Mi sà che sarà un altra Argentina un altra Cirio o Parmalat, dove i piccoli risparmiatori pagano gli arricchimenti degli squali…

  • # 4
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    @ filippo:
    PEr ora Francia e Belgio stanno rassicurando Creditori e correntisti, vedi post appena “sfornato”, poi come al solito sarà tutta da vedersi……….

  • # 5
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  • # 6
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    Sicuramente i primi…sto pensando di chiudere una assicurazione che pago da 11 anni…(1291,14 annui)…valore attuale…lasciamo perdere!e andare sull´obbligazionario D…a per rifarmi! :mrgreen:

  • # 7
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    Purtroppo oramai non ci sono più investimenti sicuri: la recente impennata dei rendimenti dei Titoli di Stato lo dimostra. A maggior ragione obbligazioni societarie risultano oltremodo insicure anche per la mancanza della necessaria trasparenza: e a mio avviso è da qui che nascono tutti i problemi di “furfanti” che derubano povera gente che gli affida magari i risparmi di una vita

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