Banche e Debito Sovrano – Tra le più esposte le big Italiane, classifica e rapporti
Banche italiane tra le più esposte al debito pubblico a "rischio", emerge dai dati EBA che considerano i titoli pubblici Italiani e Spagnoli come tra i più inaffidabili d' EUropa, certo il rapporto ammontare titoli contro patrimonio è devastante.
Si comincia a capire, il perché delle sfuriate dei rappresentanti degli istituti bancari italiani contro EBA, l’ autorità Bancaria Europea, che ha richiesto la ricapitalizzazione delle stesse entro Giugno 2012, per prevenire un eventuale shock in caso di default debito sovrano di un o più paesi periferici europei.
Eba ha richiesto alle banche italiane una ricapitalizzazione pari a 15,4 miliardi di euro, cifra che porterà alcuni istituti all’ ennesimo aumento di capitale, Unicredit l’ ha anche già annunciato.
La diatriba tra EBA e gli istituti italiani, è riassumibile nel concetto di considerare i titoli di stato italiani a rischio e quindi da svalutare all’ interno dei bilancio.
Questo comporta un drastico diminuire della capitalizzazione delle nostre banche, da qui la richiesta di EBA di rafforzare il patrimonio tramite immissione di capitale fresco.
La crisi del debito non fà sconti a nessuno, la situazione italiana non può più essere considerata marginale, anzi è diventata la figura centrale del puzzle che tiene insieme l’ Unione Europea, per questo motivo EBA sta insistendo per mettere in sicurezza il patrimonio delle banche italiane.
Dai dati pubblicati da EBA, secondo i suo metodi di calcolo, si può stilare la classificadelle banche più esposte in base all’ ammontare di debito pubblico dei Paesi europei in difficoltà detenuto dalle stesse.
Se poi si restringe l’ analisi, agliistituti finanziari presenti sulla piazza italiana, si nota, come figurano quasi esclusivamente istituti italiani e spagnoli, questo è abbastanza normale, quello che stupisce è il rapporto tra portafoglio titoli a “rischio” e la capitalizzazione degli istituti.
Ma iniziamo la carrellata, al primo posto figura Monte dei Paschi di Siena, con un esposizione sul debito dei paesi europei a “rischio” di 30,8 miliardi di euro.
Il patrimonio di Montepaschi è di 8,05 miliardi, per cui l’esposizione sui titoli pubblici, per la maggior parte italiani, è quasi quattro volte il patrimonio, più precisamente rappresenta il 382,2%.
Dietro MPS troviamo la spagnola BBVA, chiaramente con un esposizione prevalente sui Bonos spagnoli, il suo rapporto esposizione-patrimonio è pari al 234,5%.
Subito dietro troviamo Dexia, il gruppo franco-belga, sull’ orlo del fallimento, per ora tenuto in piedi dagli aiuti pubblici ricevuti da Belgio, Francia e Lussemburgo.
Il suo rapporto esposizione debito pubblico – patrimonio è del 234,4%.
Mentre scende al 210,8% per il Banco Commercial Portugues chiaramente esposto prevalentemente verso il debito pubblico portoghese.
Altri due istituti finanziari italiani al 5° E 6° posto, precisamente Banco Popolare e IntesaSanpaolo.
Banco Popolare, reduce da un recente aumento di capitale conta su un patrimoniodi 6 miliardi di euro, l’ esposizione quasi esclusivamente su debito pubblico italiano è di11,05 miliardi, con un rapporto pari al183,1%.
IntesaSanpaolo conta invece un esposizione molto più elevata, la seconda banca d’ Italia risulta infatti avere in portafoglio ben59,1 miliardi di euro.
Contro un patrimonio stimato in 32,8 miliardi di euro, anche qui nessuna sorpresa, se pensiamo a quanto l’ istituto sia condizionato dalla politica italiana, il suo rapporto esposizione debito europeo e patrimonio della seconda banca italiana è pari al 180,1%.
Settima posizione per un istituto sconosciuto ai risparmiatori italiani, lospagnolo, Banco Popular Espanol che vanta un rapporto esposizione sul debito a “rischio” – patrimonio del 170,7%.
Ed ora è la volta del primo istituto di credito italiano, Unicredit, che come ricordavamo all’ inizio ha già in calendario l’ aumento di capitale, l’ ennesimo di questi ultimi anni, il suo rapporto debito pubblico, sbilanciato anche in questo caso verso quello domestico e il patrimonio, attualmente è pari al 143,4%.
Nono posto, di questa particolare e poco invidiabile classifica, per il Banco Santander, con un esposizione prevalente su “bonos” spagnoli totale pari a 51,9 miliardi di euro, a fronte di un patrimonio di 36,7 miliardi, da qui un rapporto pari al 133%.
Ultimo posto per l’ ennesima italiana, UBI Banca, anche essa protagonista nel 2011 di un aumento di capitale, conta un esposizione sul debito sovrano pari ha 8,2 miliardi, di poco superiore al suo patrimonio che risulta essere di 7,9 miliardi di euro. Il rapporto si ferma in questo caso al 103,6%.
Non male si va da un minimo del 103,6%, poco più dell’ intero patrimonio di un istituto ad un massimo del 382%, rapporti davvero impressionanti, questo al di là della naturale esposizione degli istituti verso il debito sovrano del proprio paese.
Nel caso di alcuni istituti italiani, è davvero difficile capire come possano ricapitalizzare, visto che lo hanno già fatto sia negli anni precedenti, vedi Unicredit, sia nel 2011, con la crisi di liquidità che attanaglia i mercati ed i soci di maggioranza di questi gruppi, viene spontaneo chiedersi dove troveranno le risorse d portare agli istituti finanziari.
Un caso particolare, spetta proprio alla capofila, Monte dei Paschi di Siena, il cui socio storico più importante la Fondazione MPS, si è appena accordata con Mediobanca e Credit Suisse, per il rinvio del pagamento del debito contratto proprio per aderire all’ ultimo aumento di capitale MPS.
Debito che la costringerà a vendere le partecipazioni in Mediobanca e Cassa Depositi e Prestiti, indebolendo così il proprio patrimonio, come potrà aderire ad un eventuale e forzoso ulteriore aumento di capitale ?
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5 Commenti
# 1
Beppe49
30 dicembre 2011, ore 00:48:49
Non capisco quale correlazione ci sia tra le azioni Mediobanca che calano parecchio e le sue obbligazioni che si sono rivalutate notevolmente.
grazie
# 2
massi
30 dicembre 2011, ore 17:42:42
Volevo sapere se in base alla nuova/e manovre che ci hanno propinato in questi ultimi mesi…. Il conteggio delle minus valenze nel prossimo anno rimarrà invariato al 100% oppure come ho sentito dire sarà al 70% della perdità?
Massi, c’è la possibilità, la tua banca dovrebbe avvertirti quanto prima, di chiedere entro il 31 Marzo 2012, di “bloccare” la situaizone delle plus e minus valenze al 31 Dic 2011, in questo caso al momento del disinvestimento pagheresti parte delle plus valenze al 12,5% e in parte al 20%, stesso discorso per le minus valenze, tale possibilità è contemplata nell’ ultima manovra finanziaria…..
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L'Autore
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5 Commenti
Non capisco quale correlazione ci sia tra le azioni Mediobanca che calano parecchio e le sue obbligazioni che si sono rivalutate notevolmente.
grazie
Volevo sapere se in base alla nuova/e manovre che ci hanno propinato in questi ultimi mesi…. Il conteggio delle minus valenze nel prossimo anno rimarrà invariato al 100% oppure come ho sentito dire sarà al 70% della perdità?
Massi, c’è la possibilità, la tua banca dovrebbe avvertirti quanto prima, di chiedere entro il 31 Marzo 2012, di “bloccare” la situaizone delle plus e minus valenze al 31 Dic 2011, in questo caso al momento del disinvestimento pagheresti parte delle plus valenze al 12,5% e in parte al 20%, stesso discorso per le minus valenze, tale possibilità è contemplata nell’ ultima manovra finanziaria…..